E l’aula boccia i pannolini lavabili
Bocciata in aula la mozione del Movimento 5 stelle che proponeva «incentivi» per l’utilizzo di pannolini lavabili per bambini. Intanto il consigliere pentastellato Massimiliano Di Pillo spiega che...
Bocciata in aula la mozione del Movimento 5 stelle che proponeva «incentivi» per l’utilizzo di pannolini lavabili per bambini. Intanto il consigliere pentastellato Massimiliano Di Pillo spiega che non si parla di ripristinare i vecchi pannoloni di lino o cotone, ma di una sorta di mutande con all’interno un assorbente: le prime possono finire in lavatrice, il secondo nella pattumiera. Con la differenza rispetto ai pannolini in più frequente uso sia di prezzo che di smaltimento, con relativi costi. «Nei primi tre anni un bimbo consuma 4mila pannolini, corrispondenti a mille chili di rifiuti», spiega Di Pillo, «ovvero il 10% dell’indifferenziato. In Italia sono sei milioni, e per smaltirli occorrono 450 anni. Con la nostra proposta di incentivare l’uso dei lavabili si puntava a un risparmio per le famiglie in primis, poichè per i pannolini usa e getta si spendono in 3 anni dai 1500 ai 2000 euro mentre per gli altri, che spopolano tra l’altro in rete, si spenderebbe nello stesso periodo dai 200 agli 800 euro. Inoltre si alleggerirebbe il peso dell’indifferenziato in discarica, con evidente risparmio per l’Ente e un avvicinamento alle percentuali di indifferenziata che ci chiede l’Europa». E cosa non ha convinto il consiglio? «Dubbi sulla convenzione con le ditte», spiega Di Pillo, «che noi abbiamo ipotizzato, ma si poteva trovare un’altra maniera per incentivare l’uso».

