E l’azienda rimanda le bollette dell’acqua

19 Aprile 2019

Molti cittadini non hanno ricevuto le ultime fatture. Ma non saranno applicati interessi di mora

PESCARA . Una parte considerevole dei circa 150mila utenti dell’Azienda comprensoriale acquedottistica (Aca) nei prossimi giorni riceverà nuovamente le bollette dell’acqua per il periodo compreso tra dicembre e febbraio. Non perché bisogna pagarle due volte, ma perché a causa di un disservizio tanti cittadini hanno ricevuto in ritardo, o non hanno ricevuto affatto, i bollettini. Ad annunciarlo è l’azienda con una lettera firmata dal direttore generale Bartolomeo Di Giovanni, e indirizzata ai sindaci dei municipi soci. Saranno quindi rispedite a breve, con una nuova data di scadenza, tutte le fatture insolute emesse tra dicembre 2018 e febbraio 2019: a queste non saranno applicati interessi di mora, che non saranno addebitati neanche a chi ha già pagato il bollettino recapitato in ritardo. La diffusione della notizia è stata affidata finora ai Comuni, che tramite sportelli, siti istituzionali e pagine Facebook hanno fatto girare la nota dell’Aca. L’Azienda infatti non ha ancora diramato comunicazioni dirette, e fino al tardo pomeriggio di ieri non figuravano annunci sul sito www.aca.pescara.it. Proteste sono fioccate ovviamente anche agli uffici dell’Aca, particolarmente affollati da quanti chiedevano chiarimenti. Mancando un intervento ufficiale dell’Aca, non è ancora possibile quantificare il numero preciso di utenti alle prese col disservizio: l’Azienda raccoglie 64 comuni soci divisi tra le province di Pescara, Teramo e Chieti, per una popolazione residente di circa 450mila abitanti (un terzo degli abruzzesi) che arriva a 650mila nei periodi estivi. I cittadini comunque non pagheranno per disguidi e ritardi nella spedizione delle fatture, dovuti verosimilmente al passaggio del servizio di bollettazione a una ditta esterna. Sulla questione ha fatto sentire la sua voce Rifondazione comunista, che con una nota firmata dal segretario provinciale Corrado Di Sante chiede di «fare piena sull'affidamento alla Smmart Post srl per l'affidamento esterno del “servizio di stampa, imbustamento e recapito bollette”. Ci auguriamo che siano state emesse e saldate le penali relative al contratto e che ci si attivi per la revoca dell'appalto», afferma Di Sante, che parla di «esternalizzazioni che si traducono il più delle volte in lavoro precario e malpagato, servizi scadenti e sperpero di denaro pubblico. La responsabilità politica è in capo ai sindaci», sottolinea l’esponente di Rifondazione, «che in questo decennio hanno avallato presidenti e consigli di amministrazione più attenti a elargire consulenze che a far funzionare l’azienda acquedottistica».
Andrea Rapino