E l’emergenza fa dimezzare la vendita di olio extravergine

3 Luglio 2020

L’AQUILA . L’emergenza coronavirus ha causato un crack da 2 miliardi di euro all’olio d’oliva Made in Italy, dovuto alla chiusura forzata di bar, ristoranti e agriturismi, agli ostacoli alle...

L’AQUILA . L’emergenza coronavirus ha causato un crack da 2 miliardi di euro all’olio d’oliva Made in Italy, dovuto alla chiusura forzata di bar, ristoranti e agriturismi, agli ostacoli alle esportazioni e all’azzeramento delle presenze turistiche. L’extravergine è tra i prodotti della filiera corta più acquistati dai vacanzieri. È quanto emerge da un’analisi della Coldiretti diffusa in occasione dell’assemblea di Unaprol, la principale organizzazione di aziende olivicole. «A pesare sul comparto è soprattutto il blocco del canale della ristorazione», spiega Coldiretti, «un impatto devastante a livello economico, occupazionale e ambientale per una filiera che conta oltre 400mila aziende agricole specializzate in Italia, ma anche il maggior numero di oli extravergine a denominazione in Europa, 43 Dop e 4 Igp, con un patrimonio di 250 milioni di piante e 533 varietà di olive. Il più vasto tesoro di biodiversità del mondo».
A incidere sulle imprese olivicole italiane è anche il crollo del 44% dei prezzi pagati ai produttori, scesi a valori minimi che non si registravano dal 2014. Per rilanciare il settore Coldiretti ha elaborato un piano "salva uliti", con un pacchetto di misure straordinarie a sostegno delle imprese agricole e frantoi che operano in filiera corta, «quelle oggi maggiormente a rischio, con lo sblocco immediato delle risorse già stanziate per l’ammodernamento della filiera olivicola, anche attraverso la semplificazione delle procedure. Servono poi», ha spiegato il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, «meccanismi di flessibilità per la certificazione delle produzioni di qualità, anche attraverso finanziamenti specifici. Una misura importante per l’Uliveto Italia, ma anche per la salute dei cittadini, l'acquisto di extravergine italiano al 100% da destinare alle famiglie più bisognose. Nell’immediato vanno, poi, assicurati sostegno a fondo perduto per le imprese produttrici di olio 100% italiano, per compensare la riduzione delle vendite, e un aiuto integrativo per gli olii certificati Dop e Igp in giacenza, sfusi o confezionati rimasti invenduti». Auspicati anche investimenti pubblici e privati nel settore. (m.p.)
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