E l’ex Clerico è ancora un covo di disperati

La rabbia dei residenti di via Tavo: «Ruderi occupati dai tossicodipendenti, dalle finestre vediamo di tutto»
PESCARA. In via Tavo, nel cuore di Rancitelli, non c’è più il Ferro di cavallo: il fortino dello spaccio di droga in mano alle famiglie è stato abbattuto ma, nel quartiere, resta un’altra emergenza cronica: sono i ruderi dei palazzi ex Clerico occupati da decine di tossicodipendenti. I residenti della zona raccontano quello che vedono dalle finestre dello loro case: «È un continuo viavai: dai palazzi ex Clerico vanno in via Lago di Capestrano e poi tornano indietro. Ormai, vivono dentro quei palazzi abbandonati: tra poco inizierà a fare freddo e hanno già cominciato a portare dentro coperte e cartoni. Dalle nostre finestre», dicono i residenti, «vediamo di tutto e siamo costretti a sopportare ogni tipo di scena: non è giusto che i nostri bambini debbano stare con le tapparelle chiuse per evitare di assistere a episodi di degrado».
Nei giorni scorsi, il buio della notte è stato illuminato dai lampeggianti blu delle ambulanze e delle forze dell’ordine: «È scoppiata una lite, sentivamo delle grida fortissime. Un ragazzo è stato picchiato a sangue», dicono i residenti, «poi, è riuscito a scappare ma è caduto al centro di via Tavo. Pensavamo che fosse morto: non si muoveva e non si si rialzava più, era ricoperto di sangue. Prima o poi, ci scapperà un morto. Poi, l’hanno soccorso».
Del resto, il 2024 si era aperto nel segno del sangue a Rancitelli: la sera di Capodanno un giovane era stato accoltellato nei pressi di un’aiuola in via Lago di Capestrano ed era stato ricoverato in gravi condizioni all’ospedale di Pescara. Si era trattato di una lite tra piccoli spacciatori per questioni di droga.

