E l’inchiesta è vicina alla conclusione

17 Maggio 2018

Si avvia verso la conclusione l'inchiesta sulla vicenda Pescaraporto, il complesso edilizio (un albergo e uffici) in costruzione dal 2012 lungo la riviera di Porta Nuova tra il ponte del Mare e il...

Si avvia verso la conclusione l'inchiesta sulla vicenda Pescaraporto, il complesso edilizio (un albergo e uffici) in costruzione dal 2012 lungo la riviera di Porta Nuova tra il ponte del Mare e il porto turistico. Nel procedimento giudiziario sono indagati il presidente della Regione e senatore, Luciano D’Alfonso, l'avvocato Giuliano Milia, il dirigente del Comune di Pescara Guido Dezio (ex braccio destro di D’Alfonso), l’ex consigliere regionale Pd Claudio Ruffini (ex segretario particolare di D’Alfonso), e Vittorio Di Biase, dirigente del Genio civile.
I reati ipotizzati dalla procura per tutti gli indagati sono abuso d’ufficio e falso. L'inchiesta è nata da una telefonata ascoltata dalla procura dell’Aquila durante l’indagine sull’appalto di Palazzo Centi e poi girata a Pescara. Oltre alle intercettazioni, tra gli atti dell’indagine c’è anche l’esposto presentato dalla consigliera comunale di Pescara del M5S Erika Alessandrini. Il caso giudiziario ruota sostanzialmente attorno a una decisione del Genio civile, che prima dice no all’intervento edilizio della società dei figli dell’avvocato Milia e dei figli dell’imprenditore teatino Franco Mammarella (non indagato) a causa del rischio esondazione del fiume e poi cambia idea. Un no al progetto che ricalca un altro precedente "parere non favorevole" dato dal Genio civile a tutto il Piano particolareggiato 2 (Pp2), l’area che comprende anche il cantiere Pescaraporto. Nel giro di un mese, tra il 18 febbraio e il 15 marzo 2016, la decisione cambia radicalmente e matura il dietrofront del Genio civile. A breve potrebbe esserci la chiusura dell'inchiesta, il cui esito allo stato non si conosce. Il magistrato potrebbe notificare l'avviso di conclusione delle indagini o chiedere l'archiviazione delle posizioni degli indagati.