E l’ultimo atto in Emiciclo diventa un banco di prova

29 Gennaio 2024

Domani tornerà in aula il rebus della nomina (che divide) del difensore civico E poco prima si decide se il taglio della Riserva del Borsacchio può essere rivisto

L’AQUILA. Sarà un banco di prova per tutti. Il Consiglio regionale in programma domani all’Aquila, l’ultimo della legislatura Sospiri-Marsilio, è innanzitutto un test per misurare la tenuta della coalizione di maggioranza composta da Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega perché tra gli argomenti all’ordine del giorno ricompare la nomina del difensore civico regionale che, in Consiglio, ha già spaccato il centrodestra.
Fdi, spalleggiato da Fi, da una parte; il Carroccio dall’altra, con i rispettivi candidati alla carica (che è stata ricoperta dal compianto Giandonato Morra), ovvero Umberto Di Primio, ex sindaco di Chieti, per i primi due partiti, e l’avvocato di Montesilvano Anthony Hernest Aliano per i salviniani, si contendono il posto.
Sarà un dei momenti cruciale dell’ultima assise in cui l’opposizione di Pd e M5S può inserirsi, se vuole, con un accordo trasversale. Tenendo però presente che, se dovesse accadere, scatterebbe il piano B dell’asse Marsilio-Sospiri. Con quest’ultimo che avocherebbe a sé la nomina certamente di Di Primio. Passiamo al secondo punto delicato: l’ultima spiaggia del caso Borsacchio, la riserva ridotta da 1.100 a 24 ettari con un emendamento-blitz approvato in Consiglio alle 3 della notte tra il 28 e il 29 dicembre scorsi.
È un atto a trazione Forza Italia (Emiliano Di Matteo, Mauro Febbo) su quale, domani, potrebbe anche esserci una tenue apertura della maggioranza verso l’opposizione che gode dell’appoggio della vasta galassia ambientalista e vanta un pacchetto di migliaia di firme. Il punto di caduta è nelle mani del sindaco di Roseto, Mario Nugnes, che parlerà per circa mezz’ora durante la Capigruppo prevista prima dell’avvio del Consiglio.
Scontata è invece l’approvazione della legge che prevede il potenziamento dei centri antiviolenza, proposta dalla consigliera Sara Marcozzi (Forza Italia) e da Mario Quaglieri (Fratelli d’Italia) che però è stata preceduta da una polemica elettorale innescata dal candidato presidente del Patto per l’Abruzzo, il professor Luciano D’Amico, al quale ha ribattuto la stessa Marcozzi.
«Va assolutamente rivista la legge regionale sul tema della violenza di genere. Quanto fatto negli ultimi anni non è sufficiente, sono piccoli passi a fronte di un cammino lunghissimo», ha dichiarato il primo. «Il candidato presidente del campo abnorme della sinistra si dimostra poco informato sui lavori del Consiglio regionale in materia di contrasto alla violenza di genere in Abruzzo», ha replicata l’ex leader regionale dei 5 Stelle passata dall’altra parte. «Domani arriverà in aula la proposta di legge con cui si riformula il testo sul tema, rimasto fermo a 18 anni fa, affinché i centri antiviolenza e le case rifugio possano operare sul territorio al meglio, semplificandone la vita», ha sottolineato Marcozzi.
Le ultime due incognite riguardano le modifiche chieste dagli architetti degli enti locali alla Legge Urbanistica regionale e il nuovo piano della mobilità che il centrodestra vuole condurre in porto. Aspettiamo domani e sapremo. (l.c.)
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