E la marineria pescarese scopre le sue origini venete

PESCARA. La marineria pescarese è stata fondata dai veneti. Provenivano da Caorle e Chioggia i primi pescatori arrivati in città nella seconda metà del 1600, attraversando l'Adriatico. Si chiamavano...
PESCARA. La marineria pescarese è stata fondata dai veneti. Provenivano da Caorle e Chioggia i primi pescatori arrivati in città nella seconda metà del 1600, attraversando l'Adriatico. Si chiamavano Padoan (in seguito Padovano) Nordio, Casson, Ravagnan, Trevisan, Mantovano, Marini, Varagnoli, Di Carlo e tanti altri. Duecento anni dopo, nell’800, l’emigrazione verso l’allora Castellamare Adriatico proseguiva con 13 famiglie di San Benedetto del Tronto che potenziarono la flottiglia locale con altre 9 famiglie provenienti da Silvi. Erano questi i Fanesi, i Mazza, gli Sciarra, i Palestini, i Pacchione, Terra e Scordella, Lacchè e Renzetti. I Maione erano, addirittura, di stirpe contadina.
È quando si scopre nel libro “La marineria di Pescara- Un viaggio nel tempo con i protagonisti del mare” (Edizioni Teaternum, 479 pagine) scritto dallo storico e genealogista pescarese, Fernando Bellafante, autore anche delle “Antiche banche di Pescara”, e altri volumi su d’Annunzio, i D’Avalos, il conservatorio Luisa D’Annunzio, Verildo Sorrentino e le famiglie fornaciare pescaresi. L’opera, dedicata a suo padre Tommaso Bellafante, scomparso nel 1979 e direttore del mercato ittico all’ingrosso dal 1973 quando sostituì l'amico Guglielmo Pepe, è stata presentata ieri nella sala consiliare del Comune di Pescara alla presenza del sindaco Carlo Masci che ha chiesto un minuto di silenzio per le vittime delle Marche e il sindaco di Silvi, Andrea Scordella. Hanno partecipato monsignor Tommaso Valentinetti, arcivescovo Pescara-Penne, il nuovo comandante della Guardia costiera, Marcello Notaro e lo storico Giuseppe Merlini. In rappresentanza del Comune di Chioggia era presente l'assessore Elena Zennaro e il sindaco di Caorle, Marco Sarto, ha inviato un messaggio di saluti.«Sulla marineria pescarese è stato scritto tanto riguardo al periodo novecentesco ricostruito attraverso le testimonianze e i ricordi di vecchi pescatori non più in vita», spiega Bellafante il quale, dopo aver setacciato per oltre tre anni stati civili e registri anagrafici delle chiese di mezza Italia, si è cimentato nel «difficile compito di ricostruirne le origini da un punto di vista genealogico e storico, colmando una lacuna di tre secoli, dall’arrivo a Pescara dei pescatori da Chioggia e Caorle con le rispettive famiglie che, numerose, si alternarono nel corso dei secoli. In seguito molte emigrarono in altri litorali, anche in Jugoslavia, altre si estinsero. Pescara venne scelta perché era un luogo attrattivo, ospitale e sicuro con i militari della fortezza e aveva un buon attracco».
«Le famiglie contadine locali», è l’analisi dello storico che immerge la vita quotidiana dei pescatori nelle vicende belliche, la carestia, l’anno del freddo, il 1816, «mutarono la loro condizione lavorativa in quella marinaresca unitamente ad altri nuclei provenienti dalle Marche e da Silvi, a partire dall’800. Costoro fondarono l’attuale marineria, tra i cui nomi tradizionali spiccano i Camplone, Di Giovanni, Massacese, Ciaccio, Barbetta, Di Girolamo, Vianale, Papponetti, Mazza, Fanesi, Romano, Spina, Cipollone, d'Antonio, Sciarra, Candeloro, Pennese, Maione, Collini, D'Ottavio, Ammirati, Terra, Pagliaro, Scordella, Palestini e tanti altri». Sono 61 le famiglie marinare di Pescara e Castellamare, fuse nel 1927, di cui Bellafante traccia dettagliati profili genealogici arricchiti da immagini in bianco e nero provenienti prevalentemente dagli archivi di Antonio Di Loreto di Pescara; Giuseppe Merlini di San Benedetto e Sergio Ravagna di Chioggia.
Ed eccola, la bella lavandaia con i piedi in ammollo nel fiume, Maria Pagliaro, detta “Zannon” o figure indimenticabili come Grazia Masciarelli, detta La Marinara; la Garibalda o Olimpia Di Vincenzo. Tra i volti storici viventi della marina nord c'è anche quella di Anna Rachele Palestini, 88 anni, moglie del pescatore Leonello Tiberi.

