E la polizia chiede di annullare la partita

2 Aprile 2019

Per il sindacato l’incontro deve essere ripetuto a porte chiuse. «Quella trasferta andava vietata»

PESCARA. Sono stati dimessi dall’ospedale i tifosi pescaresi rimasti feriti sulla Brindisi-Lecce nell’agguato organizzato dalla tifoseria leccese. I due più gravi, colpiti alla testa, hanno lasciato il pronto soccorso con una prognosi di 10 giorni. Sono un 35enne e un 37enne, raggiunti dalle ambulanze sulla strada statale 613 e condotti in ospedale per accertamenti subito dopo gli scontri, mentre la partita si disputava regolarmente allo stadio Via del Mare.
E proprio il fatto che l’incontro di calcio non sia stato fermato è al centro delle riflessioni di Valter Mazzetti, segretario generale della Federazione Sindacale della Polizia di Stato che giudica le violenze di domenica «assurde e gravi» e stigmatizza il fatto che la partita si sia svolta come se nulla fosse, nonostante «lo scioccante agguato». E chiede che «la partita Lecce-Pescara sia annullata, per essere rigiocata a porte chiuse». Poi fa notare che «la trasferta doveva essere impedita visto che «l’incontro di andata aveva fatto già registrare incidenti», avvenuti il 5 novembre a Francavilla per un assalto realizzato ai salentini dai tifosi biancazzurri.
«La sicurezza», prosegue il sindacalista, «riguarda tutti e dipende da tutti, e tutti devono assumersi le proprie responsabilità, compresi Federazione, club e tifoserie che devono allontanare, scacciare e neutralizzare i delinquenti le cui azioni compromettono gli interessi e i diritti di tutti. Quelli del calcio e delle tifoserie non sono due mondi disgiunti, sono legati e totalmente interdipendenti, anzi sono due parti dello stesso pianeta, e fino a che i club e l’intero circuito delle partite non si faranno carico della degenerazione totale di fenomeni ormai criminali a tutti gli effetti non ci sarà via d’uscita», dice sempre Mazzetti.
Tutto è andato avanti come se «nulla fosse accaduto». Eppure chi c’era ha assistito a «un agguato in piena regola, messo in atto da soggetti travisati, con bombe, mazze, sassi e quant’altro, due feriti da codice rosso, altri contusi, mezzi seriamente danneggiati, un’auto incendiata, una superstrada paralizzata, forze dell’ordine impegnate in massa a sedare la guerriglia». Per il segretario della Federazione sindacale di polizia è tutto «assurdo e inaccettabile: fare sicurezza in questo modo è al limite dell’impossibile. Ci sono situazioni in cui il pericolo, l’allarme vero e proprio, sono noti già anticipatamente e chiaramente, eppure nessuno si assume la responsabilità di porre un freno alla delinquenza e all’illegalità che si manifestano in circostanze precise ed evitabili. Né più né meno di quanto accaduto sabato a Torino dove, in occasione dei ‘pacifici’ cortei degli anarchici, la polizia ha dovuto mettere in campo risorse che non sono richieste neppure per un G8, e sequestrato materiale che sarebbe bastato per fare la terza guerra mondiale. Quand’è che si riuscirà a dire qualche ‘no’ di quelli che servono perché ampiamente motivati?», si chiede Mazzetti.
Dopo l’assalto alla carovana di tifosi la polizia di Lecce ha avviato gli accertamenti per tentare di risalire ai responsabili, che sarebbero arrivati sulla strada statale 613 Brindisi-Lecce attraverso una complanare, la stessa che hanno percorso per allontanarsi e far perdere le tracce. La Digos di Lecce sta lavorando anche sulle immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza e sulle riprese effettuate sul posto dal personale della polizia scientifica.
Tra i feriti anche un automobilista leccese: si è fermato per assistere all’accaduto ed è stato investito da un’auto in retromarcia. Ne avrà per 15 giorni.