E la Regione propone la legge salva-saldi

No a vendite promozionali 30 giorni prima, ora la norma dev’essere approvata dal nuovo Consiglio
PESCARA . Vendite promozionali durante tutto l’anno, ma non nei trenta giorni precedenti i saldi di fine stagione. È uno dei passaggi sostanziali della delibera con del 9 febbraio scorso con la quale la giunta regionale uscente a guida Giovani Lolli, ha approvato il disegno di legge con il quale modifica il “Testo unico in materia di commercio” approvato nell’estate del 2018.
Ma il disegno di legge, per essere davvero operativo, dovrà passare al vaglio al vaglio del Consiglio regionale, appena l’organismo sarà stato ricostituito dopo la convalida dei nuovi consiglieri eletti.
A “suggerire” le modifiche al Testo unico sul commercio, come si legge nella delibera dello scorso 9 febbraio, alcune osservazioni formulate dai ministeri dello sviluppo economico e dell’interno. Il primo ha rilevato «profili di non conformità» dello strumento legislativo abruzzese, con la normativa nazionale di riferimento in materia di tutela della concorrenza e di determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni, che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale.
La nuova formulazione esclude, quindi, la possibilità di vendite promozionali durante i trenta giorni antecedenti i saldi di fine stagione. I rilievi avanzati dal ministero dell’interno, invece, attengono alle previsioni relative alla prevenzione degli incendi, una materia la cui competenza è riservata allo Stato che la esercita attraverso il dipartimento dei Vigili del Fuoco.
Per evitare l’impugnazione della legge la giunta regionale è stata quindi costretta, in “zona Cesarini” ad approvare un nuovo provvedimento che ridisegna i contorni del primo, in base ai rilievi avanzati dai ministeri.
Ora, affinché la legge si possa definire tale, deve passare al vaglio della nuova assise regionale dando mandato al presidente Lolli di trasmettere la delibera agli uffici consiliari, «raccomandandone, stante l’urgenza, la sollecita approvazione». Ma non è detto che il nuovo governo che sta per insediarsi alla guida della Regione condivida. (a.bag.)

