E “La Vita in diretta” si occupa del benzinaio pescarese rapinato

L’allarme l’aveva lanciato la scorsa settimana attraverso le pagine del Centro, dopo aver subìto la seconda rapina in tre anni. Ferruccio D’Ottavio, gestore dell’impianto Ip di via Nazionale...
L’allarme l’aveva lanciato la scorsa settimana attraverso le pagine del Centro, dopo aver subìto la seconda rapina in tre anni. Ferruccio D’Ottavio, gestore dell’impianto Ip di via Nazionale Adriatica nord (dopo piazza Duca degli Abruzzi), ieri è stato tra i protagonisti della trasmissione “La Vita in diretta” (nella foto a fianco), il programma pomeridiano di Rai Uno condotto da Marco Liorni e Cristina Parodi. Sul caso del benzinaio pescarese, la redazione della trasmissione ha allestito un lungo servizio sull’emergenza sicurezza e sul provvedimento in questi giorni allo studio del Governo che prevede un innalzamento della pena, sia minima sia massima, per il furto in abitazione e per il reato di rapina.
E così, estendendo il caso pescarese (arricchito anche dal furto da centomila euro a casa Di Natale messo a segno sabato scorso), alla situazione nazionale, la trasmissione ha ascoltato lo sfogo di D’Ottavio e gli umori dei pescaresi, commentati poi in studio da un giornalista del Corriere della Sera e da un sindacalista della polizia che ha ricordato i problemi delle forze dell’ordine, alle prese con i tagli che si ripercuotono sul numero degli uomini, dei mezzi e sulle possibilità di intervento.
Ma alla domanda del conduttore Liorni sull’inasprimento delle pene per chi mette a segno reati di questo genere, D’Ottavio ha risposto convinto: «Sono anni che se ne parla e la situazione va solo peggiorando. Per me non cambia niente. Io so solo che rapinandomi di quei 2.200 euro mi hanno tagliato le gambe. Quei soldi mi servivano per acquistare il carburante. La banca non mi fa credito perché è commissariata, ma io finchè non avrò la liquidità non posso ripartire. E intanto continuo a pagare il mutuo». Una condizione che, come aveva raccontato anche al Centro, D’Ottavio non ha più le forze di sopportare: «Oltre a tutti i sacrifici che facciamo io e mia moglie, devo anche aver paura di rischiare la vita. Non so se vado avanti. Per ora sto chiuso, ma se le cose non cambiano alla fine mollerò». (s.d.l.)

