E lo smart working alla Asl ora è per pochi

15 Novembre 2021

Nuovo regolamento per chi lavora da casa: oggi ne beneficiano 18 dipendenti, contro i 170 del 2020

PESCARA. Torna quasi tutto in presenza il personale amministrativo della Asl di Pescara. Dopo la pubblicazione del decreto ministeriale dell’8 ottobre che prevede il ritorno al regime precedente all’epidemia in materia di lavoro agile, lo smart working diventa facoltativo e i requisiti di accesso si fanno più stringenti. L’Azienda sanitaria locale ha predisposto un regolamento per definire le modalità di richiesta e di accesso a questa tipologia di prestazione. Se in piena pandemia, infatti, aziende pubbliche e private hanno dovuto agevolare il lavoro da casa, da ottobre la rotta si è invertita per riportare in presenza il grosso delle prestazioni. Pure in un contesto sanitario, evidentemente travolto dalla gestione dell’emergenza con medici, infermieri e operatori in prima linea sul campo anche nei giorni più bui, la sezione amministrativa ha dovuto allinearsi al resto dei luoghi di lavoro. «Quando è cominciata la pandemia, il lavoro agile è stato ritenuto dal legislatore una modalità di lavoro ordinaria e quindi le amministrazioni sono state invitate a dare la massima espansione a questa tipologia di prestazione», spiega il direttore amministrativo della Asl, Vero Michitelli. «Nel 2021, da maggio c’è stato un processo di graduale riduzione che si è protratto fino al decreto legge di ottobre che ha stabilito che la prestazione di lavoro in sede è tornata la modalità di lavoro ordinaria». Secondo i dati illustrati dal direttore, «da marzo 2020 e per tutto l’anno la Asl ha viaggiato su circa 170 unità in lavoro agile, raggiungendo un picco di 220 ad aprile 2020. Da maggio 2021 c’è stato un progressivo rientro in sede, e prima dell’intervento normativo di ottobre, le figure in lavoro agile erano 67». Secondo il regolamento, il lavoratore può richiedere l’accesso allo smart working, da attivare con un accordo. «Dal momento che il lavoro agile non è più in modalità emergenziale», dice Michitelli, «e cioè di carattere semplificato, vanno formalizzati gli accordi tra dipendenti e amministrazione. L'ufficio personale li sta recependo. Al momento ci sono 18 unità in smart working, numero non definitivo».
Il documento della Asl stabilisce anche dei criteri di priorità per l’accesso, agevolando le istanze delle donne lavoratrici nei tre anni successivi al congedo di maternità; dei lavoratori con figli in condizioni di disabilità. Si tiene conto delle condizioni di salute del dipendente, dando priorità alle categorie fragili; delle esigenze di cura di figli minori, in relazione al numero e all’età dei famigliari e di soggetti conviventi che abbiano handicap gravi; un’ultima valutazione riguarda il tempo di percorrenza per raggiungere il posto di lavoro. La durata non può essere superiore a un anno, da rinnovarsi con un nuovo accordo.