E Marsilio invoca il dialogo tra le istituzioni del territorio

16 Marzo 2019

L’AQUILA. «Il mio sentito ringraziamento per il lavoro svolto dal Tar Abruzzo quale avamposto di garanzia della legalità nell'ordinamento e di tutela dei cittadini nei confronti del potere pubblico,...

L’AQUILA. «Il mio sentito ringraziamento per il lavoro svolto dal Tar Abruzzo quale avamposto di garanzia della legalità nell'ordinamento e di tutela dei cittadini nei confronti del potere pubblico, pur a fronte della cronica carenza di personale che affligge l'ufficio giudiziario abruzzese». Lo ha detto il presidente della giunta regionale, Marco Marsilio, intervenendo alla cerimonia. «Non può che condividersi l'auspicio, già espresso peraltro dagli stessi vertici dell'ordinamento giudiziario», ha aggiunto il presidente, «che il legislatore eviti di intervenire sul tessuto normativo con modifiche frequenti, spesso ispirate a logiche emergenziali, rendendo difficile il formarsi di orientamenti giurisprudenziali di lungo periodo e, per ciò stesso, più stabili ed affidabili per tutti gli operatori del settore. Si pensi al Codice dei Contratti: mentre in Germania le direttive europee sono state recepite in (soli) 39 articoli, in Italia si è ritenuta necessaria l'elaborazione di 250 articoli, 25 allegati ed ulteriori regolamenti, determinando un danno al sistema competitivo nazionale. Il sistema degli appalti pubblici, tema di particolare importanza nel territorio abruzzese, a ragione definito 'il più grande cantiere d'Europa' è divenuto rischioso ed inaffidabile in Italia, perché costoso e del tutto aleatorio sia nella fase che caratterizza la gestione delle gare pubbliche, sia in quella contenziosa, circostanza questa che ha spinto imprese alla conquista di mercati esteri a discapito della domanda di occupazione e di investimenti sul mercato interno». «Posso assicurare», ha concluso, «che l'impegno della Regione, nell'interesse dei cittadini e delle imprese, è di mettere in campo le misure affinché sia assicurato il dialogo con tutte le Istituzioni che agiscono sul territorio regionale, al fine di evitare ogni tentativo di delegittimazione reciproca o di conflittualità che precluda un adeguato sviluppo sociale ed economico della Regione. Solo riconoscendo nell'apporto di ciascuno un tassello fondamentale sarà possibile creare un contesto che determini fiducia nelle istituzioni, garantisca l'efficienza e la qualità dell'azione amministrativa, obiettivi che tutti, amministratori, magistrati ed operatori del diritto, devono realizzare». (c.s.)
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