E Marsilio neutralizza il no dei revisori

La giunta approva in serata e in tempi record la variazione dei conti che ancora mancava
L’AQUILA. «I revisori dei conti hanno espresso un parere che il nostro servizio bilancio ha fortemente controdedotto. Ritengo questo parere sbagliato nel merito», afferma il presidente dell’esecutivo regionale, Marco Marsilio, «anche perché l’obiezione che viene avanzata, rispetto alla mancanza di un atto, non evidenzia che questo atto deve essere approvato dalla giunta subito dopo l’approvazione della legge stessa. Faremo la giunta per approvare questa variazione di bilancio subito dopo la conclusione del consiglio». È così è stato, alle 21 di ieri, con la pubblicazione in tempi record sul Burat.
«Ricopriamo questo deficit senza interventi lacrime e sangue, senza aumentare le tasse, senza tagliare servizi sensibili», continua Marsilio, «con la prospettiva che non appena nei prossimi mesi arriverà l’approvazione dell’assestamento di bilancio con l’accertamento delle maggiori entrate, pareggeremo questo punto. Dobbiamo mettere in evidenza che non è mai esistita una spesa fuori controllo, una sanità in profondo rosso. In cinque anni noi abbiamo ricevuto dallo Stato oltre 13.500 milioni di euro per gestire la sanità pubblica, ne avremo spesi 13.560, cioè meno dello 0,5% in più. Credo che il costo per aver tenuto aperti tutti i presidi», sottolinea inoltre il presidente, «aver comprato attrezzature diagnostiche nuove e moderne, aver quindi garantito la sanità diffusa in tutta la regione e assunto migliaia di persone, coprendo tante carenze che c’erano nelle Asl abruzzesi, corrisponda a un piccolo prezzo da pagare che sposta il bilancio di appena mezzo punto. Ed è stato più importante che chiudere i presidi e mantenere il precariato dentro gli ospedali». La delibera, approvata alle 21 di ieri dalla giunta, è stato l’ultimo atto di una lunga giornata cominciata alle 11 con l’audizione in Commissione Bilancio della Cgil. Che, attraverso una memoria consegnata dal segretario generale Abruzzo Molise, Carmine Ranieri e dal segretario della Funzione pubblica, Luca Fusari, ha espresso i propri timori per: «Il rischio che vengano tagliati ulteriormente servizi sanitari ai cittadini in un sistema già allo stremo, in cui il diritto alla cura è sempre meno garantito». E ancora: «La Cgil chiede che tali piani di razionalizzazione non prevedano tagli del personale o il blocco dei processi di stabilizzazione in atto dei precari e che si preservi l’occupazione dei lavoratori oggetto di appalti alle cooperative o ad aziende di servizi sanitari complementari. Ciò è necessario non solo per salvaguardare l’occupazione, ma soprattutto di evitare la diminuzione delle prestazioni sanitarie, in termini qualitativi e quantitativi, alle cittadine e cittadini». Ma le rassicurazioni della maggioranza di centrodestra hanno per ora escluso tutti questi rischi. La parola passa al Tavolo di Monitoraggio del 27 maggio a Roma. (l.c)

