E nella cooperativa c’è lo stato di agitazione

4 Agosto 2023

La Filcams Cgil lancia l’appello al prefetto: «Subito un tavolo di trattativa, altrimenti sarà sciopero»

PESCARA. Scatta lo stato di agitazione alla cooperativa First Aid One dopo il sequestro da 10 milioni di euro nell’inchiesta sugli appalti di soccorso con le ambulanze. E dai lavoratori parte un grido d’aiuto indirizzato al prefetto Giancarlo Di Vincenzo per l’apertura della procedura di raffreddamento: «Abbiamo la necessità di avere garanzie per le lavoratrici e i lavoratori», dice una nota della Filcams Cgil di Pescara firmata dal segretario Davide Urbano, «contestualmente chiediamo delle condizioni di lavoro umane con salari adeguati che riconoscano la dignità di chi oggi, sul nostro territorio, svolge un servizio sociale alla collettività e si mette al servizio delle persone più sfortunate. Qualora l’esito del confronto non dovesse sortire gli effetti sperati, ci vedremmo liberi di dare seguito allo stato di agitazione sindacale, procedendo al blocco dei supplementari/straordinari fino ad arrivare a una prima giornata di sciopero». Il sindacato chiede «un tavolo urgente con tutte le parti interessate, con la speranza di ricevere una convocazione repentina».
Nonostante l’indagine, l’attività della coop non è stata interrotta: per evitare ingiusti licenziamenti, il gip Francesco Marino ha incaricato un amministratore giudiziario, Stefano Gorgoni di Pavia, per la gestione e la continuazione del servizio sanitario, «a tutela dell’economia legale e della salute pubblica».
La Filcams parla di «sfortunati lavoratori, eroi durante il periodo del Covid ed eroi nel quotidiano nel prestare assistenza. La loro sensibilità ci ha immediatamente colpiti, sensibilità di chi consapevole che, nonostante fosse sfruttato – nell’indagine della guardia di finanza si parla di caporalato – ha continuato a svolgere il proprio servizio sociale a disposizione dell’utenza altrettanta sfortunata a causa delle proprie condizioni di salute».
Dal 1° luglio scorso, ai lavoratori era stato comunicato l’affitto del ramo di azienda e di conseguenza del passaggio del proprio rapporto di lavoro a un’altra cooperativa. Il 18 luglio, si era svolto un incontro alla Asl tra cedente e cessionario: «Ma l’esito», chiude la Filcams, «non ha fornito la necessaria chiarezza sulle garanzie contrattuali e occupazionali».