E oggi c’è battaglia sulla legge elettorale

I Cinque Stelle accusano Pd e Forza Italia: «Stanno cambiando le regole del gioco, temono la debacle»
PESCARA . Una mole incredibile di emendamenti, tutti presentati dal Movimento Cinque Stelle, incombe su altri due argomenti che dovrebbero arrivare oggi all’esame del Consiglio regionale: il progetto sulla nuova legge elettorale, e quello sulla legge urbanistica. Non è scontato che le commissioni diano il via libera, considerato il clima teso che si è creato intorno ai due progetti. Due temi che appassionano, oltre alla politica, anche il mondo sindacale e delle organizzazioni datoriali, come l’Ance Abruzzo, l’associazione dei costruttori edili che aveva chiesto di essere ascoltata prima che la legge urbanistica giungesse all’attenzione dell’aula.
Ieri anche la Cgil è intervenuta sulla questione. «Una legge urbanistica è una legge di indirizzi», ha detto il segretario Sandro Del Fattore, «che comporta scelte politiche concrete sull’assetto e la pianificazione del territorio. Meriterebbe dunque una grande discussione con parti sociali, comuni, associazioni culturali e ambientaliste. È proprio quello che fino ad oggi è mancato. Una legge urbanistica dovrebbe saper indicare, tra i suoi principi, le peculiarità del territorio abruzzese, ma i principi definiti nella legge sono piuttosto generici, quando invece ci sarebbe bisogno di indicare quelli che davvero costituiscono le priorità su cui definire un insieme di politiche di governo del territorio». La Cgil è intervenuta anche sulla legge elettorale: «Il sindacato», ha aggiunto Del Fattore, «ritiene sbagliato che proprio nella seduta dell'ultimo consiglio regionale vengano discussi temi così importanti che avrebbero meritato maggiore approfondimento. In particolare la nuova legge elettorale prevederebbe una soglia di sbarramento all'8%; in un periodo in cui avanza l'astensione dal voto, tale norma rischia di creare un ulteriore frattura tra i cittadini e la politica». Iniziati alle 12 in una clima di confusione e tensione, i lavori della commissione Statuto chiamata all'esame della riforma di alcuni temi legati alla legge elettorale, tra cui lo sbarramento per entrare all'Emiciclo, sono stati sospesi diverse svolte. Vista la complessità delle tematiche, le polemiche che sono divampate «per cambiamenti delle regole a fine legislatura» e lo scontro in atto tra la maggioranza di centrosinistra, a sua volta non compatta, e Fi, favorevoli al licenziamento, da una parte e le altre opposizioni che parlano di «inciucio tra Pd e Fi». Altra novità, contenuta in una proposta presentata nel novembre scorso dall'attuale assessore al turismo Giorgio D'Ignazio, è rappresentata dalla cosiddetta surroga per i consiglieri regionali nominati assessori: con la norma in questione, cederebbero il seggio in assemblea ai primi dei non eletti qualora entrassero in giunta.
Feroci i commenti del Movimento Cinque Stelle: «Tanta la paura della debacle», dicono Sara Marcozzi, Riccardo Mercante, Domenico Pettinari, Gianluca Ranieri e Pietro Smargiassi, «che tentano di cambiare le regole del gioco il giorno prima di quello che sarà l'ultimo consiglio regionale della legislatura. E se per farlo c’è da calpestare regolamenti e leggi regionali poco importa, quello che conta è una poltrona garantita. Non si salva nessuno» incalzano «neanche il centro destra, che prova ad inserire qualche modifica ad personam nella legge, invece di combatterla con le unghie e con i denti. La battaglia è lunga e sicuramente si preannuncia un consiglio regionale infuocato».
« Un atteggiamento improntato ad arroganza e prepotenza istituzionale», dice il consigliere Leandro Bracco.
«Un golpe della maggioranza che sta fuggendo a Roma di fronte al proprio fallimento», dice invece il segretario regionale di Prc, Maurizio Acerbo . «Verificheremo», dice, «la possibilità di una battaglia legale, anche se sappiamo che è difficile farla prima del voto, ma credo che, innanzitutto, domani in Consiglio ci debba essere un sussulto di dignità».
«Negare l’elezione di un consigliere regionale sotto la soglia dell’8% e confezionare il tutto nelle ultime 72 ore prima delle dimissioni di D’Alfonso», dice il segretario regionale di Si, Daniele Licheri, «segnano per quanto ci riguarda la pietra tombale rispetto a dialoghi sul piano regionale con il Pd. Le coalizioni si costruiscono con la capacità di sintesi programmatica e la pari dignità dei soggetti in campo non tramite prove di forza e sveltine tecnico-elettorali».

