E Olga prega verso la Maiella per il fratello

Ale è rimasto a combattere, lei vive a Fara Filiorum Petri dove la mamma era stata dopo Chernobyl
FARA FILIORUM PETRI. Come la mamma aveva fatto dopo l’incidente nucleare di Chernobyl, Olga a 14 anni è fuggita da Bucha e si è rifugiata a Fara Filiorum Petri. Da qui guarda i monti della Maiella e prega per suo fratello Alessandro, che è rimasto in Ucraina a combattere contro i russi.
È stata proprio sua madre Elena a voler tornare nel piccolo paese del Chietino dove era stata già accolta da giovane, quando, come migliaia di bambini e ragazzini ucraini e bielorussi, venne in Abruzzo per tenersi lontana dalle radiazioni che fuoriuscivano dalla centrale. A Fara Filiorum Petri ha imparato l’italiano, prima di tornare definitivamente in Ucraina per vivere e costruirsi la propria famiglia. Ma l’invasione russa l’ha spinta a tornare e ritrovare i suoi amici abruzzesi, portando questa volta con sé sua figlia adolescente. Le due donne sono partite tre giorni dopo lo scoppio del conflitto armato. Hanno lasciato in tempo il sobborgo di Kiev, divenuto poi tristemente famoso per la strage di civili durante il controllo delle truppe di Mosca. In Ucraina hanno lasciato parenti e amici, che ora al telefono raccontano loro gli orrori della guerra.
Alessandro, fratello di Olga ma figlio di un’altra madre, non è invece potuto partire. Come tutti gli uomini tra i 18 e i 60 è dovuto restare nel suo Paese e indossare la divisa militare. È Olga a mostrare la foto del fratello in mimetica, mentre guarda malinconica le montagne. Quando è arrivata non riusciva a capire dove si trovava. Oggi frequenta la scuola media di Roccamontepiano, dove segue un corso di lingua italiana. Sta cercando di adattarsi alla nuova situazione e al nuovo paesaggio. Mentre aspetta che la pace possa riportare serenità nella sua vita. (l.t.)

