E ora le associazioni di categoria puntano a riaprire bar e ristoranti con la zona gialla

Dopo il passaggio dell’Abruzzo in zona arancione, adesso il prossimo obiettivo da centrare per far ripartire interamente la filiera del commercio è di riuscire a rialzare le serrande di bar e...
Dopo il passaggio dell’Abruzzo in zona arancione, adesso il prossimo obiettivo da centrare per far ripartire interamente la filiera del commercio è di riuscire a rialzare le serrande di bar e ristoranti prima di Natale. Una condizione resa possibile solo con la zona gialla.
«Aspettiamo con pazienza che il nostro Abruzzo torni a essere giallo in modo che il nostro centro commerciale naturale possa tornare a vivere», dice Riccardo Padovano, presidente della Confcommercio, «non penso solo a Pescara, ma anche alle zone limitrofe come Montesilvano, Spoltore o Francavilla. In questi due giorni c’è stato dappertutto un discreto afflusso di presenze e di incassi, sicuramente un fattore positivo, anche se le vendite sono state più basse dell’intero periodo prenatalizio del 2019. Ma questo è comprensibile vista l’emergenza economica e visto che siamo appena all’inizio delle vendite di Natale. Siamo partiti da pochi giorni, sono convinti che ci riprenderemo».
Secondo Padovano, sullo shopping ha pesato in parte il divieto di spostarsi tra Comuni, anche se in tanti hanno scelto di andare a curiosare nei negozi sotto casa, anche solo per ammirare luci e vetrine. «Anche fuori dal centro i negozi hanno lavorato bene», sottolinea, «penso alle attività di via Marconi, via Vespucci, via Mazzarino, della zona dello stadio, ma anche di via Tirino e della Tiburtina. Un aspetto importante è la sicurezza, perché oggi tutti i commercianti sono attenti a far rispettare le regole». (y.g.)
«Aspettiamo con pazienza che il nostro Abruzzo torni a essere giallo in modo che il nostro centro commerciale naturale possa tornare a vivere», dice Riccardo Padovano, presidente della Confcommercio, «non penso solo a Pescara, ma anche alle zone limitrofe come Montesilvano, Spoltore o Francavilla. In questi due giorni c’è stato dappertutto un discreto afflusso di presenze e di incassi, sicuramente un fattore positivo, anche se le vendite sono state più basse dell’intero periodo prenatalizio del 2019. Ma questo è comprensibile vista l’emergenza economica e visto che siamo appena all’inizio delle vendite di Natale. Siamo partiti da pochi giorni, sono convinti che ci riprenderemo».
Secondo Padovano, sullo shopping ha pesato in parte il divieto di spostarsi tra Comuni, anche se in tanti hanno scelto di andare a curiosare nei negozi sotto casa, anche solo per ammirare luci e vetrine. «Anche fuori dal centro i negozi hanno lavorato bene», sottolinea, «penso alle attività di via Marconi, via Vespucci, via Mazzarino, della zona dello stadio, ma anche di via Tirino e della Tiburtina. Un aspetto importante è la sicurezza, perché oggi tutti i commercianti sono attenti a far rispettare le regole». (y.g.)

