E ora si valutano le capacità mentali di Pecorale

9 Aprile 2023

Il 18 maggio nuova udienza: la psichiatra Vellante riferirà della perizia sull’autore del tentato omicidio

PESCARA. Il 18 maggio prossimo, la psichiatra Federica Vellante tornerà nell’aula del tribunale per discutere il risultato della perizia su Federico Pecorale, l’uomo che il 10 aprile dello scorso anno ferì gravemente a colpi di pistola il cuoco Yelfry Rosado Guzman perché la salatura degli arrosticini non era di suo gradimento. Dopo aver ascoltato la psichiatra, il giudice Nicola Colantonio deciderà sulla capacità di intendere e di volere di Pecorale: è un passaggio decisivo perché si stabilirà se può essere giudicato oppure no.
Nel suo incarico, Vellante è affiancata dai periti di parte: la parte civile, rappresentata dall’avvocato Piero Bisceglie, ha nominato due professionisti dello studio di psicopatologia e criminologia forense del dottor Michele D’Andreagiovanni che sarà coadiuvato dalla criminologa Carmen Fedele, mentre l’avvocatessa Valentina Aragona, che assiste Pecorale, ha scelto come suo perito Giammarco Tessai.
Dieci i quesiti che il giudice ha posto al perito: se l’imputato sia affetto da disturbo mentale e, in caso positivo, di quale tipo; se lo stesso fosse capace di intendere e di volere al momento del fatto e in quale misura; specificare in dettaglio il rapporto tra l’infermità accertata e la genesi e la dinamica della condotta; e poi se lo stato mentale dell’imputato sia tale da consentirgli la fattuale e cosciente partecipazione al procedimento e se l’eventuale incapacità a partecipare sia da ritenersi reversibile o irreversibile e in base a quali fattori di natura clinica-prognostica. E poi un’altra serie di quesiti tecnici sui percorsi terapeutici.