E Pecorale resta in carcere ad Ancona, atti a Pescara

PESCARA. Mentre dal suo letto d’ospedale Yelfry racconta le sue paure e le sue speranze di tornare alla sua vita, le carte del procedimento sul responsabile di quel tentato omicidio, Federico...
PESCARA. Mentre dal suo letto d’ospedale Yelfry racconta le sue paure e le sue speranze di tornare alla sua vita, le carte del procedimento sul responsabile di quel tentato omicidio, Federico Pecorale, 29enne di Montesilvano, sono arrivate già da qualche giorno da Pesaro, dove è avvenuto l’arresto, alla procura di Pescara. E il gip Antonella Di Carlo ha accolto la richiesta di misura in carcere avanzata dal pm Fabiana Rapino. Una vicenda che il giudice per le indagini preliminari ricostruisce nell’ordinanza bis (Pecorale è ancora rinchiuso ad Ancona dopo la convalida del gip di Pesaro) grazie anche alla testimonianza diretta dell’altra dipendente del locale che ha assistito a tutto, Martina Tamalio, e alle immagini delle telecamere del locale, che hanno ripreso attimo per attimo la scena. Filmati agghiaccianti che il legale di Pecorale, Florenzo Coletti, ha già detto di voler vedere integralmente per verificare una presunta provocazione. In ogni modo, è sempre più intenzionato a chiedere per il suo assistito la perizia psichiatrica. Dal carcere, intanto, Pecorale avrebbe detto di voler essere ascoltato dai giudici in un interrogatorio formale.

