E per i profughi accolti in città ci sono già le offerte di lavoro

Padovano (Confcommercio): pronti ad attivare i corsi di formazione per camerieri, baristi e cuochi Chi aderirà sarà impiegato nei mesi estivi in bar, ristoranti, alberghi e stabilimenti balneari
PESCARA. Un posto di lavoro di lavoro stagionale per i profughi che stanno arrivando a Pescara e che, attualmente, sono ospiti di alberghi e parenti. L’offerta arriva dagli imprenditori della Fipe-Confcommercio, guidati da Riccardo Padovano, che ha avviato i contatti con le associazioni che si occupano dell’accoglienza degli ucraini.
A coloro che lo vorranno, sarà data la possibilità di fare un corso di formazione di 250 ore, indetto da personale specializzato della Federazione italiana pubblici esercizi e finanziato con il Fondo nuovo di competenze europeo, per diventare barista, cameriere, cuoco, addetto alla sala o alle imprese di pulizia o steward di spiaggia.
«Il nostro è un gesto di solidarietà concreto che segue la raccolta viveri», spiega Padovano, «perché a queste persone, soprattutto donne con bambini che non possono essere aiutate dai familiari, passato il primo momento dell’accoglienza e dell’adattamento in una terra diversa, sicuramente servirà un impiego per mantenere le famiglie in attesa che si concluda l’emergenza bellica. Un lavoro non è solo occasione per imparare, ma anche per familiarizzare con la nostra cultura». Questa iniziativa «darà loro una opportunità di imparare un mestiere», prosegue Padovano, «che poi, una volta tornati in patria, potranno continuare a svolgere o, a loro volta, a insegnare agli altri. È uno scambio culturale che ha inizio qui per loro, ma che arricchisce anche le nostre attività dal punto di vista umano e professionale. In più, con l’accoglienza turistica, sono avvantaggiati dalla lingua, perché in molti parlano l’inglese, oltre all’ucraino».
L’iniziativa ha anche l’obiettivo di reperire personale, introvabile negli ultimi due anni a causa della pandemia e dei redditi di cittadinanza che hanno fatto perdere, a molti, la voglia di lavorare. «Il lavoro c’è sempre per gli italiani di buona volontà, anche se negli ultimi tempi abbiamo avuto difficoltà a reperire organici».
I profughi saranno contattati dalle associazioni di volontariato, come la Caritas o dal sodalizio diretto da Kateryna Alerush “Nessuno escluso”, che avranno il compito di valutare l’interessamento degli ucraini da coinvolgere nel progetto. «Abbiamo un fondo europeo specifico per avviare i corsi di formazione al lavoro», precisa il presidente di Confcommercio, «che potranno iniziare dopo aver concluso il giro di monitoraggio che ci consentirà di sapere quante persone sono interessate al progetto. Chi risponderà all’offerta, e non necessariamente dovrà provenire dai campi professionali richiesti, dovrà fare il corso per imparare il mestiere che andrà a fare nei ristoranti, negli alberghi o negli stabilimenti balneari. Un lavoro stagionale può anche diventare il lavoro di una vita».

