E per il rogo della Pineta si torna in aula stamani

PESCARA. Questa mattina si torna in aula, davanti al gup Fabrizio Cingolani, per definire l’incidente probatorio sulle cause dell’incendio che il primo agosto del 2021 si sviluppò lungo il tracciato...
PESCARA. Questa mattina si torna in aula, davanti al gup Fabrizio Cingolani, per definire l’incidente probatorio sulle cause dell’incendio che il primo agosto del 2021 si sviluppò lungo il tracciato ferroviario, distruggendo gran parte della Riserva naturale dannunziana: un passaggio tecnico voluto dalla procura e in particolare dal pm Anna Benigni. Ci fu un lungo rinvio in quanto uno dei due esperti (Enrico De Acetis e Gianluca Ciofani) ebbe dei problemi di salute e quindi le parti soltanto oggi discuteranno sulla perizia depositata lo scorso mese di gennaio.
Sotto inchiesta per incendio boschivo al momento sono in quattro: c'è il sindaco Carlo Masci, il responsabile della direzione infrastrutture di Ancona di Rfi, Nicola Aquilani; Pietro Ferrone, quale amministratore della omonima ditta che effettuò per conto di Rfi i lavori di manutenzione nel tratto ferroviario incriminato da dove partì l'incendio; e il direttore dei lavori, Fabio Canonico. Una perizia che in definitiva scagiona il ruolo del sindaco Masci, evidenziando responsabilità in capo a Rete Ferroviaria Italiana e alla società Ferrone Pietro & C..
«La prima responsabilità di Rfi», scrivono i periti, «risiede nel fatto di non aver gestito, manutenuto, custodito e sorvegliato le proprie aree di pertinenza e di proprietà. La mancanza della recinzione di perimetrazione dell’area di proprietà e pertinenza Rfi, nonché di percorsi brecciati di accesso carrabile, simmetrici rispetto al tracciato ferroviario, ha impedito di esercitare la funzione di fasce taglia fuoco per evitare la propagazione dell’incendio ai terreni limitrofi e non solo. La seconda responsabilità riguarda il fatto di non aver esercitato un corretto controllo e sorveglianza delle attività di manutenzione appaltate all’impresa Ferrone con particolare riferimento alle attività poste in essere nel tratto ferroviario oggetto di accertamenti peritali».
Quanto alla ditta Ferrone, la contestazione riguarda il mancato rispetto del contratto di appalto. Secondo i periti, il Comune avrebbe invece ottemperato alla prescrizione ricevuta dai vigili del fuoco, sottolineando anche la «straordinarietà dell’evento dannoso, manifestatosi in condizioni critiche meteo-climatiche»; una «situazione di incontrollabilità determinata nella Pineta dannunziana dai numerosi inneschi diffusi sulle chiome degli alberi di alto fusto ivi presenti». Una perizia che viene però contestata con forza dalle associazioni ambientaliste e dai liberi cittadini che presentarono anche specifiche denunce per le presunte mancanze organizzative del Comune.
L’incendio della pineta, a dir loro, poteva essere evitato, e la perizia non è completa. E quindi oggi si prevede battaglia in aula.
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