E per l’ospedale di Popoli Sospiri si appella al prefetto

24 Marzo 2016

POPOLI. Alla luce dei tagli operati dal nuovo piano sanitario che azzera Popoli come polo sanitario di emergenza riducendolo a centro per la riabilitazione, e cancella definitivamente il punto...

POPOLI. Alla luce dei tagli operati dal nuovo piano sanitario che azzera Popoli come polo sanitario di emergenza riducendolo a centro per la riabilitazione, e cancella definitivamente il punto nascita a Penne, interviene il capogruppo di Forza Italia, in consiglio regionale, Lorenzo Sospiri.

Per l’ospedale di Popoli, Sospiri scrive al prefetto Francesco Provolo definendo drammatica la riorganizzazione proposta dal governatore Luciano D’Alfonso che vede il declassamento dell’ospedale civile di Popoli con la chiusura del pronto soccorso. Al rappresentate del governo, raccogliendo le segnalazioni e le sollecitazioni del consigliere provinciale e comunale di Popoli Mario Lattanzio, Sospiri chiede «di avviare un’azione di sensibilizzazione nei confronti del presidente D’Alfonso affinché venga scongiurata l’ennesima mortificazione del territorio popolese semplicemente domandando una deroga al decreto Lorenzin, puntando sulla localizzazione di Popoli all’interno del “cratere sismico”. Deroga», dice Sospiri, «che il governatore e commissario ad acta si ostina a non voler chiedere, infischiandosene del diritto alla salute di migliaia di cittadini».

Nella nota si segnala «il clima di crescente e preoccupante malcontento che serpeggia tra i cittadini di Popoli e nella Val Pescara in riferimento al Piano di riorganizzazione della rete ospedaliera, un clima incandescente che rischia di deflagrare da un momento all’altro». Sospiri conta sull’opera di mediazione del prefetto Provolo.

Fuori prospettiva, per Sospiri, sarebbe anche la determinazione del piano di riorganizzazione sanitaria del taglio del punto nascita a Penne dove, giorni fa, si è registrato un parto di emergenza al pronto soccorso. Per Sospiri questo episodio «è la fotografia grave di quanto denunciamo da mesi in riferimento allo scellerato Piano di riorganizzazione della rete sanitaria abruzzese: il punto nascita dell’ospedale vestino deve riaprire subito. Una donna con le contrazioni, proveniente da Penne o da un comune dell’area montana, non riuscirebbe mai a raggiungere per tempo Pescara, esattamente com’è accaduto nei giorni scorsi. Non ci si può affidare al caso o alla fortuna, a causa di un taglio indiscriminato della spesa per la sanità pubblica. È andata bene», conclude Sospiri, «per essere riusciti a rintracciare l’ostetrica: cosa sarebbe accaduto in caso contrario?».

(w.te.)

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