E per la bonifica vertice a Roma sullo stato dei lavori

Alle conferenze di servizi convocati tutti i soggetti interessati: ministero, imprese, enti locali e Procura
ROMA
O. cchi puntati sul ministero dell’Ambiente, dove oggi si annuncia una giornata di lavoro intensa e densa di conseguenze per la sorte della bonifica dell’area di Bussi sul Tirino: convocate in successione due Conferenze di servizi, una di natura istruttoria, l’altra decisioria.
Tutti al tavolo. Alle 10, nella sala al primo piano di via Cristoforo Colombo a Roma, i vertici della Direzione generale per la salvaguardia del territorio e delle acque del ministero dell’Ambiente si riuniranno con i rappresentanti del ministero della Salute, dello Sviluppo economico, della regione Abruzzo, dei presidenti delle province di Pescara e Chieti e non solo. Spicca nell’elenco dei convocati anche l’Avvocatura dello Stato e, soprattutto la procura di Pescara. Al tavolo ci saranno inoltre i rappresentanti di dodici sindaci del territorio, ma anche di Aca, Arta Abruzzo, Istituto Zooprofilattico, Asl locali, Istituto superiore di Sanità, Istituto nazionale di ricerca ambientale (Ispra), Inail. Convocate anche le associazioni ambientaliste (Legambiente, Wwf, Forum H2O, il Comitato Bussi ci riguarda), le rappresentanze sindacali (Cgil, Cisl, Uil e Ugl) e le aziende: da Anas ad Autostrade per passare da Terna, Ferrovie dello Stato, società Strada dei Parchi, Enel ed Enel Green Power. E naturalmente Edison, Solvay,Chimica Bussi, Isagro, Moligean, Nuova Saica, Tirino srl e la Toto holding.
Bonifica aggiornata. Al primo punto all’ordine del giorno della Conferenza dei servizi istruttoria, le comunicazioni sulla rimodulazione dell’Accordo di programma del Sito di interesse nazionale. Subito dopo è prevista la valutazione dello stato di attuazione degli interventi di caratterizzazione, messa in sicurezza e prevenzione, monitoraggio degli acquiferi e bonifica dei suoli e delle acque sotterranee. Su quali aree in particolare si tenterà di fare un aggiornamento? Innanzitutto sulle aree pubbliche: di qui l’esigenza di conoscere lo stato di avanzamento del piano dell’Arta Abruzzo. Poi sarà la volta delle aree di proprietà di società private che ricadono all’interno del perimetro del Sin e non ancora caratterizzate: e cioè quelle di Enel-Enel Green Power, Terna, Nuova Saica, Aca,Tirino srl, Anas, Autostrade-Toto Holding. Si passerà poi alle aree di altri privati, in particolare per quel che riguarda le aree a monte delle discariche 2A e 2B e quelle a valle del sito industriale di Bussi e lungo l’asta del fiume Pescara.
Verifiche a tappeto. Verrà inoltre analizzato il piano di caratterizzazione della stazione ferroviaria e delle aree esterne di proprietà di Rfi. Centrale la questione dello stato di attuazione degli interventi nelle aree di competenza di Edison (dalla centrale termoelettrica, all’area Tremonti, dall’ex Montecatini a Piano d’Orta nel comune di Bolognano) e della Società chimica Bussi spa (aree interne e a valle del sito industriale di Bussi, già di proprietà della Solvay) e di quelle date da quest’ultima in concessione ad Isagro. Infine un focus sarà dedicato alle aree a monte dello stabilimento e di proprietà di Solvay Specialty Polymers. Alle 13 è invece prevista una Conferenza dei servizi decisoria «per acquisire – si legge nella convocazione del ministero dell’Ambiente del 15 novembre – le intese e i concerti delle amministrazioni competenti sulle conclusioni delle istruttorie tecniche»: in questa sede saranno valutati i risultati della caratterizzazione dell’area della centrale termoelettrica di Edison per la chiusura del procedimento di bonifica relativo al suolo e al sottosuolo. Stesso discorso per le aree della stazione ferroviaria di Bussi e per quella data in concessione a Isagro. L’ultima Conferenza di Servizi sul Sin di Bussi si era tenuta lo scorso 20 giugno: in quella occasione era stata confermata la titolarità del procedimento di bonifica in capo al ministero dell’Ambiente.
Tira e molla. Sempre a giugno era stata inoltre attribuita alla Regione Abruzzo la titolarità dei procedimenti di bonifica per tutte le aree restanti non più ricomprese nel perimetro del Sin originariamente tracciato nel 2008. E da cui sono usciti alcuni siti o porzioni di essi su cui a questo punto starà ora solo alla regione Abruzzo di verificare se necessitino o meno di bonifica. I nuovi confini sono stati approvati dalla giunta regionale a novembre del 2015 e approvati ad agosto di quest’anno con un decreto dal ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti. Che, tramite i suoi uffici, ha prima preteso di conoscere dalla regione i dati relativi al territorio e anche ai proprietari dell’area esclusa: 28 mila metri quadrati, la maggior quota di proprietà di Solvay Chimica Bussi spa e Solvay Specialty Polymers. A seguito di questa decisione, il Sin oggi ricomprende l’area del polo chimico di Bussi sul Tirino, quella occupata dalla discarica prospiciente la stazione ferroviaria (cosiddetta Tremonti), oltre che l’area di pertinenza della stazione stessa, la zona di fondovalle adiacente le sponde del fiume Pescara dalla sua confluenza con il fiume Tirino fino a poco oltre il campo pozzi “Colle Sant’Angelo”. E ancora: nel Sin rimangono anche l’area di invaso della diga di Alanno, l’area della Centrale Enel e il sito industriale dismesso ex Montecatini in località Piano d’Orta di Bolognano.©RIPRODUZIONE RISERVATA

