E Pescara aspetta ancora il nuovo Calice di Toyo Ito

PESCARA. L’altra grande opera che, recentemente, ha spaccato l’opinione pubblica, è la possibilità di una nuova opera dell’architetto giapponese Toyo Ito. Nelle intenzioni dell’amministrazione di...
PESCARA. L’altra grande opera che, recentemente, ha spaccato l’opinione pubblica, è la possibilità di una nuova opera dell’architetto giapponese Toyo Ito. Nelle intenzioni dell’amministrazione di centrosinistra, dovrebbe sostituire il vecchio calice rotto, il parallelepipedo chiamato Huge wine glass finito in frantumi il 16 febbraio del 2009, dopo pochissimi giorni dalla sua inaugurazione al centro di piazza Salotto.
Il vecchio bicchierone, ormai destinato alla rottamazione, è ancora al centro di un lungo contenzioso legale tra il Comune, l’artista giapponese e la Clax Italia, la ditta di Pomezia che lo ha realizzato. In ballo c’è una richiesta di risarcimento danni pari a un milione di euro, avanzata dal Comune alla Clax Italia, poiché la ditta è ritenuta dall’amministrazione responsabile della rottura dell’opera.
Oggi, dopo quasi dieci anni di scontri legali, le parti sembrerebbero intenzionate ad arrivare a una transazione. Questo è almeno ciò che è emerso il 13 gennaio dell’anno scorso, quando Toyo Ito venne a Pescara per parlare del destino del vecchio calice rotto e della chiusura del contenzioso. In quell’occasione, l’archistar giapponese promise una nuova opera per Pescara, la cui bozza di progetto, donata alla città, è stata già inviata ad Alessandrini. Ma a un anno e mezzo dalla visita di Ito, però, non si è ancora arrivati a un accordo transattivo. Come ha già rivelato l’avvocato del Comune Carlo Montanino, nell’ultima udienza in tribunale il giudice ha deciso un rinvio a fine anno per permettere alle parti di arrivare in tribunale con un accordo che permetta al Comune di rinunciare al risarcimento, ma in cambio della realizzazione della nuova opera.
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