E Pettinari chiede più sorveglianza nei circoli e nei bar di Rancitelli

PESCARA. Spacciatori, tossicodipendenti, prostitute. Non c’è solo questo, a Villa del fuoco. Potrebbe esserci anche altro, per il vice presidente del consiglio regionale Domenico Pettinari (M5S), che...
PESCARA. Spacciatori, tossicodipendenti, prostitute. Non c’è solo questo, a Villa del fuoco. Potrebbe esserci anche altro, per il vice presidente del consiglio regionale Domenico Pettinari (M5S), che ha già annunciato la sua candidatura a sindaco per le elezioni dell’anno prossimo. «In questa zona c’è un proliferare di circoli privati e locali sui quali chiediamo una maggiore sorveglianza da parte della polizia amministrativa, anche per controllare licenze e autorizzazioni. C’è da capire cosa avviene all’interno», dice Pettinari dal sagrato della chiesa degli Angeli custodi dove la notte si ritrovano «diversi tossicodipendenti che io stesso ho visto con le bottiglie per fumare il crack». L’aspirante sindaco si unisce così al grido di allarme lanciato pochi giorni fa dal parroco, don Massimiliano De Luca, che trova davanti alle porte della chiesa «le bottiglie usate per la droga e la fornacella per le grigliate, oltre a subire ciclicamente furti (i soldi delle offerte e altro)». Pettinari esprime solidarietà a don Max, che conosce da 20 anni, «avendo condiviso battaglie storiche, a Fontanelle», e si unisce al suo Sos. La situazione è «insostenibile», denuncia il coordinatore provinciale del M5S che non vede cambiamenti a Villa del fuoco, nonostante le sue continue denunce, e se la prende con il centrodestra che governa. «Le case popolari non possono essere invase da chi vive di malaffare e guadagna migliaia di euro al giorno. Si spaccia in via Sacco, via Tavo, sulla Tiburtina, e su questa strada le ragazze vendono il proprio corpo per comprare droga. Vicino alla casetta dell’acqua c’è un accampamento, con persone che bivaccano e urinano. E lo spaccio è sempre più fiorente al “Ferruccio” e al “Ferretto”» gli edifici popolari di via Lago di Capestrano dove Pettinari ha effettuato degli appostamenti. «Ora, in campagna elettorale, il centrodestra si accorge che esistono questi problemi ma noi lo ripetiamo da anni. Loro dicono che fanno le segnalazioni: io mi chiedo a chi, visto che governano loro. È il momento di agire», incita Pettinari. «Chi amministra deve chiedere l’attivazione del progetto Strade sicure a Pescara, cioè la presenza in questa zona di pattuglie congiunte, composte non solo da carabinieri e poliziotti ma anche dall’Esercito».
Tornando ai problemi segnalati da don Max, «servono controlli davanti al sagrato della chiesa, li può fare anche la polizia municipale», chiede Pettinari, affiancato da alcuni cittadini della zona che si uniscono al suo appello. Da presidiare anche «l’incrocio tra vi a Tiburtina e via Lago di Capestrano, il “Ferruccio” (dietro al Manthoné) e il “Ferretto”, al civico 7 di via Lago di Capestrano. Per ristabilire la legalità, vanno abbattuti i palazzi Clerico di via Tavo, dove trovano rifugio gli sbandati. E le case popolari vanno tolte a chi delinque». (.f.bu.)

