E Pignoli ironizza: sulle delibere decidono le mogli

28 Ottobre 2016

«Da questo momento in poi, ogni volta che dovremo votare una delibera faremo una telefonata alle nostre mogli e chiederemo loro se votare a favore o contro». La frase, scandita al microfono dell'aula...

«Da questo momento in poi, ogni volta che dovremo votare una delibera faremo una telefonata alle nostre mogli e chiederemo loro se votare a favore o contro». La frase, scandita al microfono dell'aula consiliare da Piernicola Teodoro, consigliere della lista "Scegli Pescara-Lista Teodoro", racchiude il retroscena dello scontro politico interno alla coalizione di centrosinistra. Prima di cominciare con il gioco degli emendamenti, presentati ieri dai teodoriani su tutte le delibere della maggioranza, Pignoli fa riferimento a un'indiscrezione trapelata all'indomani del rimpasto di giunta. Secondo alcune fonti, sarebbe stata la moglie del sindaco Marco Alessandrini a premere per l'uscita dall'esecutivo della giovane Veronica Teodoro. In particolare la first lady avrebbe decretato il siluro con un sms inviato al marito. «Restiamo nel centrosinistra», ha poi spiegato Pignoli, «ma contro il sindaco Alessandrini. È incompetente e incapace di amministrare la città, basti pensare al problema del mare che ha fatto il giro d'Italia. Inoltre, sono stati spesi due pesi e due misure visto che il sottoscritto non è stato nominato assessore per un esposto, mentre sindaco e vice sono rimasti al loro posto nonostante l'inchiesta sulla balneazione». «Valuteremo ogni singola delibera», rimarca Pignoli, «in base al reale interesse per la città: ci sentiamo liberi di operare. In questi due anni abbiamo sempre fornito suggerimenti al sindaco su politiche sociali, commercio e mare ma non ci ha mai considerato. Basti citare il progetto "Mi impegno per Pescara" da noi promosso che ha ricevuto già migliaia di domande». «Il vero problema dell'amministrazione», ha rilevato Marcello Antonelli (Forza Italia), «è un sindaco “casuale”, ossia che si è ritrovato a ricoprire questa carica per caso e dimostra la propria casualità ogni giorno. Le decisioni vere, inoltre, vengono prese in altri palazzi». «Sarebbe opportuno che rassegnasse le dimissioni», ha chiosato Guerino Testa, «anche alla luce del fatto che la città è in stato di abbandono». (y.g.)