E Popoli contesta la bolletta dei Mascheroni: 140mila euro

1 Aprile 2023

PESCARA. C’è un caso emblematico, tra i centri della provincia di Pescara. Ed è quello di Popoli. Il Comune ha ricevuto «una fattura da 140 mila euro per una sola fontana», quella che si trova in...

PESCARA. C’è un caso emblematico, tra i centri della provincia di Pescara. Ed è quello di Popoli. Il Comune ha ricevuto «una fattura da 140 mila euro per una sola fontana», quella che si trova in piazza della Libertà, che si chiama fontana dei Mascheroni. E non l’ha pagata, pur avendola ricevuta più volte, né intende pagarla, come annuncia il sindaco Dino Santoro, disposto ad andare «fino in Tribunale per risolvere la questione. Mi batterò fino alla morte per non pagare», dice. Ma la questione acqua va oltre perché di fontane «ce ne sono molte altre, a Popoli, “città delle acque”: sono 50 in tutto, di cui 30 già dotate di pulsante o rubinetto», per limitare gli sprechi. «Ma cosa succederà se si dovesse rompere un pulsante in una stradina nascosta di Popoli? Quanto ci costerebbe», si chiede il sindaco che vorrebbe trovare una soluzione alle questioni poste da Aca sulla contabilizzazione delle fontane. «L’acqua da noi non manca, l’acquedotto arriva dalle sorgenti di San Callisto. Abbiamo una sorgente solo per il nostro Comune e quello che non arriva nelle fontane va al fiume, quindi ritengo ridicolo dover pagare e chiedo che venga applicato un prezzo simbolico ai consumi che vanno misurati, certo. Ma non possiamo certo pensare di chiudere le fontane, tanto più che con la chiusura si aumentano le perdite, aumentando la pressione sulla rete». Santoro boccia l’idea dei rubinetti e anche quella del ricircolo. «Come posso mettere un rubinetto su una fontana monumentale o storica? Si deturpano. O come posso scrivere “acqua non potabile” dove vanno a bere i turisti?». Non bisogna dimenticare, per Santoro, «lo scopo turistico e sociale, l’importanza storica delle fontane». Il caso è aperto.