«E quest’anno la vendemmia parte in netto anticipo»

PESCARA . Col Ferragosto di mezzo slitterà di qualche giorno, ma nel vigneto Abruzzo è già tempo di vendemmia. Da un primo giro di battute si parla di anticipo di una decina di giorni sui tempi...
PESCARA . Col Ferragosto di mezzo slitterà di qualche giorno, ma nel vigneto Abruzzo è già tempo di vendemmia. Da un primo giro di battute si parla di anticipo di una decina di giorni sui tempi abituali, sebbene il concetto di regolarità, nell’imperversare delle anomalie meteoclimatiche di questa estate torrida e siccitosa, sia puramente relativo. Ogni annata - come ogni vigna - rappresenta un caso a sé, lo raccontano i produttori interpellati dal Centro scegliendo a campione tra le cantine più rappresentative dello sfaccettato terroir abruzzese. «Iniziamo la vendemmia con le uve Pecorino da domani (oggi, ndr), il Trebbiano dopo il 20, il Montepulciano verso il 5-6 ottobre. E’ un’annata un po’ strana, siccitosa più che calda. Da aprile a metà agosto non si è vista una goccia di pioggia qui nel Teramano», conferma Sofia Pepe, responsabile del sapere enologico della cantina fondata dal padre, Emidio Pepe, a Torano Nuovo, capitale del Montepulciano d’Abruzzo nel cuore delle colline teramane. «Col caldo l’annata si direbbe migliore, invece le vigne sono in sofferenza, le foglie sono gialle. Noi abbiamo la fortuna di avere una parte dei vigneti vicino ai laghi, così abbiamo potuto innaffiare un paio di volte e salvarne parecchi. Le vigne giovani soffrono di più di quelle vecchie, che possono cercare l’acqua più in profondità. Noi abbiamo più vigne vecchie ma l’annata non sembra delle migliori, anche se non si può dire come sarà il vino prima della vendemmia». «La grande neve di gennaio» racconta l’imprenditrice vibratiana, «ha impregnato la terra creando una riserva idrica che ci permesso di affrontare meglio la siccità. Qui non piove da sei mesi, un’annata così difficile non si ricorda dal 2003. La perdita in quantità è sicura, si vede già: i grappoli sono piccoli, la pianta sta soffrendo. Speriamo che l'uva del tendone sia buona come sempre (l'azienda ha vigne a tendone e a filare al 50%, scelta che ci permette di bilanciare meglio le annate, ndc). Quando piove è meglio il filare, più soleggiato e arieggiato. Col caldo eccessivo è invece meglio il tendone, perché l'uva matura all'ombra delle foglie, la buccia del chicco risulta più vellutata e l'acidità del vino più morbida», spiega Sofia.
«L'anno scorso abbiamo vendemmiato a fine agosto- primi di settembre, quest'anno intorno al 20, l'uva è pronta. Partiremo con lo Chardonnay, più precoce», conferma Stefania Bosco dalla storica cantina di Nocciano intitolata al nonno, Nestore Bosco. Per la vendemmia del Montepulciano d'Abruzzo, vino da cui il nome dell'azienda Bosco è praticamente inscindibile, ancora un paio di mesi di attesa. «Sicuramente c'è stata soffrenza idrica, anche in quel caso anticiperemo», continua Stefania, «le gradazioni risulteranno superiori alla norma, l'importante è che l'uva sia sana. Per i bianchi si farà più attenzione per avere il giusto equilibrio tra acidità e grado zuccherino. Nell'ordine vendemmieremo le uve Moscato, Malvasia, Passerina, Pecorino e, per ultimo, il Trebbiano». Proprio in previsione del surriscaldamento climatico l'azienda Bosco ha voluto collocare i nuovi impianti a maggiore altitudine, sui 450 metri di Civitaquana, racconta l'imprenditrice pescarese, presidente del consorzio Vignaioli in Abruzzo nonchè “Donna del vino”.
«Ho già proposto ai vari consorzi di studiare terreni, cloni e vitigni che possano meglio sopportare i mutamenti climatici in atto», aggiunge.
Vendemmia mediamente in anticipo anche nel Chietino, massimamente rappresentato dall'azienda-territorio Citra Vini (9 cantine, 3mila soci-vignaioli, 6mila ettari di vigneti), colosso vitivinicolo guidato da Valentino Di Campli, presidente del Consorzio di tutela vini d’Abruzzo. «Quest'anno quantitativi decisamente inferiori, almeno del 25% causa gelate primaverili e poi la siccità», dichiara Di Campli. La qualità sembrerebbe ottimale, da confermare tra agosto e settembre. «Sembra una vendemmia difficile e diversificata per terreni che più hanno risentito dello stress idrico perdurante», aggiunge il presidente, «Il 90% della nostra produzione è Montepulciano, prevediamo un'annata ottima. Il Trebbiano è in anticipo di 15-20 giorni, c'è rischio di crollo delle acidità. Anticipare la vendemmia è importante, sarà un'annata difficile, intensificheremo la collaborazione con lo staff di enologi diretto da Riccardo Cotarella, col quale abbiamo appena inaugurato uno scambio di conoscenze, che vogliamo mettere a disposizione dell'Abruzzo del vino».
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