E si apre la corsa per le politiche

PESCARA. Ora la partita si sposta sulle prossime politiche: nel 2018 o, come si ricomincia a pensare, in autunno, se il parlamento riuscirà in tempi brevi a varare una nuova legge elettorale. Il...
PESCARA. Ora la partita si sposta sulle prossime politiche: nel 2018 o, come si ricomincia a pensare, in autunno, se il parlamento riuscirà in tempi brevi a varare una nuova legge elettorale. Il prossimo anno ci sarà anche una tornata amministrativa, ma in Abruzzo riguarderà una trentina di piccoli e medi comuni, da Alba Adriatica a Frisa e Torino di Sangro. Sarà invece il 2019 l’anno più denso di appuntamenti. Gli elettori abruzzesi saranno chiamati alle urne per le regionali, le europee e le amministrative. Queste ultime importanti con il rinnovo delle assemblee comunali di Pescara e Teramo. Solo nel 2020 toccherà alle comunali di Chieti. La classe politica regionale è tutta concentrata su questi appuntamenti.
Per le politiche saranno in corsa molti degli uscenti: la sottosegretaria Federica Chiavaroli (Ap), Fabrizio Di Stefano (Fi), Stefania Pezzopane (Pd) e Paolo Tancredi (Ap), alla loro prima legislatura. Naturalmente ci saranno gli esponenti del Movimento 5 Stelle, da Gianluca Vacca a Enza Blundo, che però dovranno sottoporsi alle parlamentarie. Nel centrosinistra guardano al salto a Roma l’attuale portavoce della maggioranza Camillo D’Alessandro (Pd), uscito però indebolito da queste amministrative. Nel centrodestra ci sono il capogruppo in Regione di Forza Italia Lorenzo Sospiri, sicuramente il coordinatore regionale forzista Nazario Pagano, molto attivo sui social, forse il coordinatore provinciale Carlo Masci, forte nella mobilitazione della componente civica dell’elettorato, quella meno legata ai partiti. Dall’Aquila c’è ormai libero dagli incarichi l’ex sindaco Massimo Cialente. Il Teramano potrebbe vedere in corsa per un seggio a Montecitorio o a Palazzo Madama l’attuale sindaco di Teramo Maurizio Brucchi, anche se il suo mandato scade nel 2019. Più sicura la candidatura del collega di Giulianova Francesco Mastromauro, che ha lasciato il Pd per Articolo 1 anche in previsione di un passaggio a Roma. Non stupirebbe la candidatura dell’ex assessore regionale Paolo Gatti.
Difficile che corra il presidente Luciano D’Alfonso, una anno prima della scadenza del suo mandato in Regione. Ma dal governatore possiamo aspettarci sorprese. Sarà comunque difficile vederlo correre nel 2019 per rinnovare l’incarico a Palazzo Silone (per la cronaca, nessun governatore abruzzese è stato rieletto al secondo mandato). Mentre nel centrodestra aspira certamente a succedergli l’attuale presidente della commissione regionale di Vigilanza Mauro Febbo. Nel centrosinistra potrebbe anche sputare la candidatura di Camillo D’Alessandro, ma dipenderà dalla partita delle politiche. E quella dell’attuale vicepresidente Giovanni Lolli. Nel 2019 a palazzo di città a Pescara potrebbe riproporsi lo scontro tra l’attuale sindaco Marco Alessandrini e la grillina Enrica Sabatini. A Chieti per il momento crescono le quotazioni dell’assessore al Bilancio Mario Colantonio. (a.d.f.)
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