E si cercano altre strutture per i 600 profughi in hotel

In vista dell’estate l’amministrazione mira a liberare gli alberghi per i turisti Servono i locali per i Centri di accoglienza. Al via anche il censimento sanitario
PESCARA. Spostare un po’ per volta i profughi dagli hotel della città per ospitarli in strutture di altro tipo, come possono essere i centri di accoglienza straordinaria (Cas). È questo il prossimo obiettivo da perseguire, per assicurare una nuova vita a chi è arrivato a Pescara dall’Ucraina ed è ospitato in uno degli hotel che ha dato la disponibilità: circa 600 persone tra adulti e bambini, su un totale di circa 1.300 censiti in città.
Ma si pensa a un trasferimento, e ci si sta lavorando, seguendo le indicazioni arrivate nei giorni scorsi durante un vertice in prefettura. «Gli hotel sono strutture provvisorie», spiega l’assessore comunale Eugenio Seccia, «e si punta al trasferimento nei Cas ma è necessario trovare le strutture, gli spazi, per accogliere tutti, in provincia di Pescara. Non è possibile pensare che restino in hotel a lungo, tanto più che nel periodo estivo gli hotel vengono utilizzati per i turisti, e va garantito questo tipo di funzione nelle strutture ricettive, tanto più che Pescara è una città con vocazione turistica. E vanno coinvolti anche altri comuni, oltre al nostro, per assorbire la popolazione ucraina che ha raggiunto questa zona dopo aver lasciato la propria terra». Individuare altri spazi è una priorità, tanto più che «non si possono provocare ulteriori traumi ai bambini», riflette Seccia. «Se ora cominciano a frequentare una scuola, non si può pensare che più in là saranno spostati in un altro comune e quindi in un’altra scuola». Come dire che «va assicurata un’integrazione stabile sul territorio». Tra i soggetti che hanno esperienza nella gestione dei Cas c’è, ad esempio, la Caritas che in queste settimane ha garantito la propria presenza negli hub attivati prima nel palazzo progettato da Fuksas, in via Volta, e poi negli spazi della ex stazione ferroviaria di Porta Nuova, in coordinamento con gli altri soggetti in campo.
S eccia si è già mosso per individuare altri locali: la scorsa settimana si è attivato per poter utilizzare Villa Immacolata e per l’edificio che ha ospitato il Lild di San Donato e le trattative stanno andando avanti. «Non vogliamo farci trovare impreparati», conclude Seccia, «anche perché non sappiamo cosa accadrà nei prossimi giorni».
Sabato, intanto ha preso il via un altro tipo di rilevamento, per quanta riguarda i profughi. Per conoscere lo stato di salute di tutti, il vice sindaco Gianni Santilli ha chiesto e ottenuto dalla Asl il documento da far riempire agli ucraini con l’anamnesi di ognuno, cioè la storia clinica. «Ho fatto tradurre il documento della Asl e l’ho consegnato alla polizia municipale che dovrà fare in modo di recapitarlo a tutti, da chi si trova in hotel a chi ha trovato una sistemazione in casa. Così avremo un censimento, dal punto di vista sanitario. Il modello, riempito, andrà consegnato anche alle scuole», dice sempre Santilli, e «sarà necessario per accedere agli istituti».
A proposito di scuole, i posti disponibili «sono 840, e fino ad ora ne sono stati utilizzati pochi. Ma va affrontato il problema del trasporto, nel senso che ai bambini va dato il modo di frequentare, di raggiungere le strutture, dal punto in cui sono ospitati. Intanto l’Ufficio scolastico sta lavorando per inserire nelle scuole dei mediatori culturali».

