E sotto lo svincolo tanti disperati accampati

2 Luglio 2022

Nella zona del ritrovamento, la Casa della solidarietà aiuta senzatetto e famiglie: in un anno 9.580 pasti

MONTESILVANO. Sono trascorsi 5 anni dall’apertura della mensa dei poveri e dell’emporio della solidarietà nella Casa della solidarietà Madre Teresa di Calcutta di corso Umberto e da allora sono state centinaia le storie di disperazione passate sotto gli occhi dei volontari della Caritas che gestiscono la struttura in collaborazione con il Comune di Montesilvano e la sua Azienda speciale per i servizi sociali. Numeri alla mano, solo nel corso del 2021, sono stati 9.580 i pasti erogati dal servizio attivo dal lunedì al sabato, solo a pranzo, con una media di 30 utenti al giorno. Per quanto riguarda l’emporio solidale, ossia il servizio che consente alle famiglie selezionate dai servizi sociali e dalla Caritas di poter fare la spesa servendosi di una tessera a punti, nel corso del 2021 sono state 217 le tessere emesse per un totale di 977 persone assistite che hanno usufruito dell’emporio per 658 volte. Ma se nel caso degli utenti dell’emporio si tratta principalmente di persone in difficoltà economica ma che hanno un tetto sulla testa, ben diversa è la situazione di diversi utenti della mensa per i poveri che utilizzano il servizio di volontariato per mangiare ma che devono accontentarsi di rifugi di fortuna per trascorrere la notte. E non è la prima volta che l’area all’ombra dello svincolo dell’asse attrezzato di Santa Filomena si trasforma in zona di sosta per veicoli allestiti ad alloggi con cuscini, coperte e fornellini da campeggio. Altri senza tetto, invece, preferiscono ripararsi negli edifici pubblici abbandonati, come più volte accaduto per Villa Falini, Stella Maris, Villa Delfico o l'ex Hotel Paradiso. (a.l.)