E su Facebook si riaccende il dibattito del campanile

26 Febbraio 2016

PESCARA. Quasi 800 «mi piace», 180 condivisioni e circa 200 commenti aveva raccolto ieri, alle 18,30, il post con la foto della vetrina imbrattata, pubblicato da Luciani. Una denuncia pubblica, dopo...

PESCARA. Quasi 800 «mi piace», 180 condivisioni e circa 200 commenti aveva raccolto ieri, alle 18,30, il post con la foto della vetrina imbrattata, pubblicato da Luciani. Una denuncia pubblica, dopo quella formale presentata ai carabinieri della compagnia di Chieti diretta dal capitano Federico Fazio, con cui Luciani ha chiesto «di condividere questa vergogna sulle bacheche. Più verrà diffusa questa vigliaccheria e meglio sarà per tutti», ha scritto il diretto interessato scatenando, suo malgrado, ancora altri insulti. E se c’è chi, come Alessandro Petrini si chiede «ma siamo ancora a Pescara contro Chieti? Nel 2016? Lo trovo assurdo davvero. Massima solidarietà»; altri come Tiberio D’Andrea («S’hann sempre fa arcunosce sti chietini») o Lorenzo D’Agostino («Nu sem nu luca contenti e orgogliosi di essere nati pescaresi siamo con te!!!») tengono comunque le distanze. Fabrizio Palombaro: «Poveri ignoranti! Campanilismi inutili. Da chietino amo pescara ! Questi sono i chietini che non amano la propria città. Spero nel buon esito delle indagini!e lo stesso vale per i pescaresi che dicono male ai chietini... Il campanilismo è segno di ignoranza incolmabile. Pena infinita per queste persone». Cetteo Pennese: «Mi fanno pena so ragazzi (Se Pescarese non sei capire non puoi)», mentre il dibattito svela anche un altro campanilismo, come rileva Andrea Marconi: «Sono gli stessi chietini che parlano con disprezzo degli abitanti di Chieti Scalo come se fossero di serie B, e considerano Francavilla la marina di Chieti. Che povertà...». Pietro Passeri: «Forza Pescara! Il caso è chiuso». Mentre Marco Fazzi denuncia: «In passato sono stato minacciato a Megaló perché indossavo la felpa con la scritta Pescara».