E sulla lotteria degli scontrini è caos

18 Febbraio 2021

Partenza a singhiozzo, alcuni negozi non hanno adeguato i registratori di cassa

PESCARA. Partenza a singhiozzo nei negozi di abbigliamento di Pescara per la lotteria degli scontrini. Se alcuni punti vendita si sono già attrezzati, altri sono alle prese con le modifiche necessarie per adeguare i registratori di cassa. In questo panorama anche la clientela viaggia su due velocità, tra chi ignora letteralmente lo strumento e non ne fa richiesta al momento degli acquisti e chi invece avanza strane pretese pensando di sfruttare al meglio l'opportunità di vincere i premi in palio. La lotteria degli scontrini è un concorso a premi, lanciato dal governo e cominciato il primo febbraio, che sotto forma di gioco, spinge i consumatori a fare acquisti con pagamento elettronico. Per chi attiva la lotteria, al momento delle compere, basta mostrare all'esercente il codice, ottenuto previa registrazione sul portale dedicato. I premi sono annuali, mensili o settimanali. Per chi compra, si può vincere da un minimo di 25mila euro a 5 milioni. Per chi vende, da 5mila euro a 1 milione. Ogni scontrino associato al codice lotteria farà ottenere un biglietto virtuale per ogni euro speso, fino a mille. A esempio su 50 euro di spesa (anche in unico acquisto), si generano 50 biglietti virtuali che parteciperanno alle estrazioni. Le prime sono previste l'11 marzo. Un meccanismo, che tuttavia, non tutti sembrano aver ben compreso. C'è, infatti, chi ha richiesto ai commercianti di dividere gli acquisti per ottenere più scontrini pur non essendo necessario.
«Qualche giorno fa», racconta Mario Amendolagine, titolare insieme alla figlia Maria, di Dress Code, negozio di abbigliamento con due punti vendita lungo via Nicola Fabrizi, «è venuta una cliente in uno dei due negozi, dove abbiamo attivato il sistema della lotteria degli scontrini. Aveva fatto 59 euro di acquisti con 5 capi e ha preteso 5 scontrini diversi. Siamo dovuti andarle incontro per non perdere la cliente, ma è stata una richiesta assurda. Non siamo né un tabacchino né una sala scommesse. Siamo un negozio di abbigliamento. Questo è solo uno strumento in più per alimentare il vizio del gioco. Tra l'altro, per noi è stata una spesa aggiuntiva perché tra adeguamento del registratore di cassa e acquisto di un lettore automatico del codice, abbiamo speso oltre 200 euro». Richiesta simile è capitata anche da Chickster's Vicolo, in piazza Salotto dove una cliente ha richiesto 5 scontrini su un unico acquisto. (m.pa.)