E sulle nomine l’accordo è tutto da rifare

L’incarico di direttore del Comune a Carugno rimette in discussione le scelte per le società dell’ente
PESCARA. La maggioranza, oltre all’ipotesi di un rimpasto in giunta, dovrà anche ridiscutere delle nomine nelle società partecipate del Comune. L’accordo, per la verità, era stato trovato nel dicembre scorso. Ma la decisione del sindaco Carlo Masci di nominare Pierluigi Carugno, alla vigilia dell’ultimo dell’anno, direttore generale del Comune ha fatto saltare le carte in tavola.
Carugno, in base alla precedente intesa, doveva andare a guidare come presidente il colosso dei rifiuti intercomunale, Ambiente spa. Insieme a lui dovevano essere nominati anche i vertici della altre società dell’ente: l’ex assessore Pd, poi candidato consigliere non eletto nel 2019 con Forza Italia, Giuliano Diodati come amministratore unico di Pescara energia e l’ex consigliere di quartiere forzista, passato nelle file della Lega, Benedetto Gasbarro con lo stesso incarico nella società dei parcheggi Pescara multiservice. Era stata decisa anche la nomina per l’Ente manifestazioni pescaresi, alla cui presidenza sarebbe dovuto salire il commercialista Valter Meale.
In questo modo, si sarebbero mantenuti gli equilibri all’interno delle forze di maggioranza più importanti. Forza Italia avrebbe ottenuto la nomina di Diodati e di Carugno, considerato anche lui in quota forzista, ma apprezzato anche dalla Lega. Quest’ultima, invece, avrebbe ottenuto la guida con Gasbarro di Pescara multiservice, la società jolly del Comune che, oltre ai parcheggi, gestirà in futuro altri servizi essenziali della città.
Ma la più importante resta Ambiente, nata nel 2019 con la fusione di tre società del settore, la pescarese Attiva, la Linda di Città Sant’Angelo e Ambiente che già gestiva i rifiuti di 41 Comuni della provincia. Ora la scelta del nuovo presidente dipenderà, quasi certamente, dagli accordi che verranno raggiunti per l’eventuale rimpasto in giunta.(a.ben.)
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