E tra gli appunti di Cipolla spunta il “pizzino”: Cuzzi, 5mila euro

17 Luglio 2020

Il nome dell’ex assessore figura sul quaderno dei pagamenti dell’impresario trovato dalla Finanza Cifra di cui parla il promoter nelle intercettazioni: gli servono ’sti 5mila euro... mi sta togliendo la vita 

PESCARA. La presunta dazione in contanti che il promoter dello spettacolo Andrea Cipolla avrebbe versato all'ex assessore Giacomo Cuzzi è stato un punto nevralgico dell’interrogatorio di garanzia di Cuzzi, l’unico dei cinque arrestati dell'inchiesta Grandi Eventi (gli altri sono Moreno Di Pietrantonio, Simona Di Carlo, Cristian Summa e Cipolla) a decidere di rispondere alle domande del giudice Elio Bongrazio che ha firmato la misura cautelare degli arresti domiciliari.
Una dazione che figura nel capo di imputazione, ma che secondo il gip non integra un grave indizio, in quanto non provata completamente dagli investigatori della guardia di finanza. Ma la ricostruzione fatta da questi ultimi rappresenta, per il pm Luca Sciarretta, molto più di un sospetto ed è per questo che il magistrato ha battuto molto sul punto durante l’interrogatorio. Ci sono delle intercettazioni telefoniche, delle fotografie notturne e dei passaggi investigativi piuttosto circostanziati circa questo episodio. E c’è anche un “pizzino” che gli uomini del colonnello Luca Lauro hanno ritrovato durante la perquisizione eseguita negli uffici di Cipolla.
Su questo blocco di appunti manoscritti, vi erano riportate delle cifre a fianco di nomi di artisti o di voci di spesa. Una di queste riguardava appunto “Giacomo”, a fianco del quale erano segnate le cifre «15.000 - 5.000 (3+2) - 4.500 - 1.500 - 2.000». Cinque distinti importi che hanno insospettito molto gli investigatori. A rendere più chiara la questione della dazione, secondo la procura, ci sarebbero anche le conversazioni tra Cipolla e Alessandro Cameli, un intermediario di San Benedetto del Tronto cui si rivolge Cipolla che aveva necessità di trovare una provvista di denaro contante «necessaria a soddisfare», sostengono gli investigatori, «le richieste dell’assessore Cuzzi, rispetto al concerto in programma per il giorno 3 giugno 2019». Cipolla aveva già parlato con il socio Gianfranco Berardinelli al quale aveva detto: «...poi gli servono (il riferimento è a Cuzzi ndr) sti cazzo di cinquemila euro...serata del 3 giugno...mi sta togliendo la vita». E quando Cipolla parla con Cameli e gli fa capire di cosa ha bisogno, quest'ultimo gli chiede per chi sono, e Cipolla: «Eeehh...dopo te lo spiego a voce...i casini miei pescaresi».
L'accordo tra i due per monetizzare subito la somma da versare a Cuzzi, secondo quanto ricostruito dalla finanza, sarebbe stato questo, peraltro documentato. Cipolla fa un versamento con due bonifici alla società O.L. srl di Cameli per farli cambiare al più presto: il giorno dopo al massimo. E quando Cipolla incalza l’amico per sapere quando avrà i contanti, Cameli risponde in un paio di giorni. «E no», dice Cipolla, «mi servono domani se no che cazzo la faccio a fare sta cosa. Ho un pagamento domani sera». E sono sempre gli stessi due a parlarne in una telefonata e con messaggi Whatsapp. Cipolla: «Mi devi fare un favore, io domani vengo a San Benedetto Alessà. Se ti pago cinquemila quella fattura, tu riesci domani?». Cameli: «Se me ne fai due, uno su a destra, uno a sinistra», «da due e cinque?», ribatte Cipolla, «Posso fare anche tre e tre».
«No, fai di meno», risponde Cameli, «fai due e sei, due e sette, una cosa del genere». Due bonifici, del medesimo importo arrivano puntualmente sui conti di Cameli. L’8 maggio del 2019 la finanza segue Cipolla a San Benedetto del Tronto dove preleva dal proprio ufficio Cameli e lo accompagna in due distinti istituti bancari. La finanza capta la conversazione dei due e si sente Cipolla che conta dopo che Cameli, uscito dalla banca è rientrato in auto. Il giorno dopo, il 9 maggio, Cipolla incontra alle 14,45 Cuzzi in un bar di via Venezia: si salutano velocemente e si danno appuntamento per la sera alle 20 a casa di Cipolla. Alle 20,44 Cuzzi arriva a casa di Cipolla alla Torri Camuzzi. Viene fotografato e ripreso dalle telecamere del posto mentre entra nell’edificio dove resta per pochi minuti, fino alle 20,49. E il Gip, in relazione a questi due ultimi incontri, scrive nell'ordinanza che «Cuzzi si tratteneva soltanto 5 minuti, circostanza questa che può al più integrare un sospetto di dazione di denaro, non anche un grave indizio».
Ora i difensori di Cuzzi, dopo le due ore di interrogatorio di garanzia, sono in attesa delle decisioni del Gip sulla richiesta di revoca della misura. Stando a quanto sostenuto dagli stessi legali, sarebbe venuto meno il reato di turbativa d’asta dopo le spiegazioni fornite da Cuzzi sulla infungibilità della scelta degli artisti, e quindi verrebbe meno anche la corruzione. Resterebbe in piedi un illecito finanziamento che diventerebbe ben poca cosa rispetto all'impianto accusatorio. Ma il pm Sciarretta non ha intenzione di mollare sulle accuse.
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