E tre mesi fa un altro omicidio in paese

20 Ottobre 2022

A luglio il nonno ammazzato dal nipote. Il sindaco: «Due tragedie causate da disagi non evidenziati» 

BUCCHIANICO. A Bucchianico erano arrivati da poco tempo e in pochi conoscevano quella donna dal volto dolce e allo stesso tempo preoccupato, suo figlio con la moto di grossa cilindrata che guidava nonostante avesse problemi a un braccio, e la sorella di lei, che ha una grave disabilità. Persino Carlo Tracanna, sindaco al terzo mandato del paese di circa 5mila abitanti, fa fatica a inquadrare la famiglia.
«Erano arrivati da pochi mesi a Bucchianico», dice il primo cittadino, «ma non è che si fossero integrati nella vita della comunità. Io personalmente li ho visti qualche volta passeggiare in piazza o andare a fare la spesa, ma non li avevo mai notati parlare con altre persone. Non si sono mai rivolti al Comune, né tanto meno ai servizi sociali». Il dato viene confermato anche da Valentina Peca, assessore comunale ai servizi sociali: «La famiglia viveva un po’ in disparte e non aveva mai richiesto aiuto al Comune. Non avevamo avuto alcun elemento per pensare a un tipo di disagio così importante». La famiglia veniva seguita e aiutata dalla Caritas parrocchiana oltre che dal parroco, padre Germano Santone in prima persona.
Per il paese l’omicidio al culmine di una lite familiare ha ricordato quello vissuto non più di tre mesi fa, per alcuni versi simile: a luglio scorso un ragazzo di 15 anni aveva ucciso il nonno a colpi di aspirapolvere dopo una violenta lite in casa, postando il video dell’aggressione sui social. «Purtroppo sì, siamo stati costretti a vivere due tragici fatti di sangue nel giro di tre mesi», dice il sindaco, «oggi come allora viene a galla una problematica di disagio che evidentemente non era stato evidenziato. Io questa famiglia la conoscevo solo di vista e, così all’apparenza, sembrava una famiglia normale, che non dava fastidio a nessuno. Poi cosa ci fosse dietro questa apparente normalità non siamo stati in grado di intuirlo».
Ancora una volta la cittadina si sveglia nel dolore, con la piazza principale del paese che in pochi minuti si riempie di macchine dei carabinieri e ambulanze. «La tragedia di luglio è stata quasi la cronaca di una morte annunciata», dice la bucchianichese Patrizia Tagliavento, «e anche questa volta credo che qualche segnale di disagio c’era e si sarebbe anche potuto cogliere». (a.i.)
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