Ecad, protesta per gli stipendi non pagati

Manoppello, ai 58 dipendenti era stato assicurato il saldo entro il 10 marzo delle tre buste paga
MANOPPELLO . Cresce il malcontento dei 58 dipendenti dell'Ecad di Manoppello - l'ente capofila distrettuale sociale che ha sostituito la Comunità montana, che ha sede a Manoppello e presieduta dal sindaco Giorgio De Luca, nel ruolo di assistenza sanitaria e psicologica agli aventi diritto - per il ritardo nei pagamenti degli stipendi. Le maestranze devono ancora ricevere la busta paga di dicembre 2017 e gennaio 2018, nonché quella del giugno 2017, assolvimento quest'ultimo rimasto in capo alla Comunità Montana Majella Morrone, oggi sostituita dall'Ecad. Lo stesso De Luca aveva assicurato che gli stipendi sarebbero stati pagati non più tardi del 10 marzo, ma tant'è. Ci sarebbe stato un ritardo dell'accredito da parte della Regione Abruzzo che contribuisce al 60% (160 mila euro) del fabbisogno, mentre i Comuni associati assolvono al restante 40 per cento, c'erano alcuni non in regola con il versamento della propria quota quali Torre de' Passeri per 15mila euro e Abbateggio per circa 2mila, Comuni che però a oggi hanno ripianato il loro debito. Fanno parte dell’Ecad 17 Comuni della media e alta Val Pescara. Inizialmente erano 18 con Rosciano, che poi è entrato nell’ambito Ecad di Cepagatti. Dunque resta l'attesa degli operatori per i quali resta il vincolo, per statuto, di continuare ininterrottamente a dare le loro prestazioni, senza possibilità di poterle interrompere, salvo macchinosi ricorsi legali, qualunque sia la situazione dei pagamenti delle loro mensilità. Con la reiterata rivendicazione delle paghe dei dipendenti, si registra un’interrogazione di Fabia Fattore, componente del consiglio dell'Ecad, in qualità di consigliera comunale di Alanno Fattore, nonché di presidente dell'associazione di promozione sociale Insieme per Alanno, attinente la nuova gara di appalto per l'affidamento dei servizi fino a oggi svolti dalla cooperativa Samidad di Lanciano.
Il bando è stato impugnato, tramite l'intervento di un legale, in autotutela dalla Samidad, poiché avrebbe contenuto «tre diverse anomalie e profili di illegittimità», con successiva riapertura dei termini da parte del Comune di Manoppello (in data 9 marzo 2018). L'istanza della Fattore è finalizzata a conoscere se la riapertura dei termini era di competenza della giunta comunale di Manoppello o della Conferenza dei sindaci e se il punto del ribasso presente nel capitolato, penalizza o no il taglio dei servizi all'utenza. (w.te.)

