Ecco Avanti Abruzzo: un polo oltre i partiti

11 Novembre 2018

A Pescara la presentazione del nuovo movimento politico

PESCARA . L’imperativo è uno: «Andare oltre i vecchi schieramenti per cambiare sul serio l’agire politico, e rispondere alle necessità degli abruzzesi». Nasce con un obiettivo ambizioso Avanti Abruzzo, il movimento civico popolare che riunisce LiberaLAbruzzo, Abruzzo al centro, Italia dei Valori e il Partito socialista, il quarto “polo” in lizza per le elezioni regionali. Ieri, il battesimo ufficiale, nella sala Figlia di Jorio della Provincia.
IL PROGRAMMA. Sotto al celebre quadro di Francesco Paolo Michetti, del 1895, Gianni Di Pangrazio (Abruzzo al centro), Lelio De Santis (Idv), Giorgio D’Ambrosio (Psi) e Daniele Toto (LiberaLAbruzzo), ieri hanno firmato il programma che sarà sottoposto agli abruzzesi chiamati al voto il 10 febbraio per il rinnovo dei vertici regionali. In prima fila, Fabrizio Di Stefano, ex parlamentare di Fi ed ex consigliere regionale; in sala altri volti noti della politica abruzzese, a cominciare da Ezio Stati, ex consigliere regionale della Dc ed esponente di spicco dello scudo crociato prima e del Pdl poi, l’assessore comunale di Chieti Mario Colantonio, e, per un saluto, anche l’ex assessore regionale Donato Di Matteo, oltre a tanti sindaci.
IL PRESIDENTE. Ed è proprio su Fabrizio Di Stefano che si è concentrata l’attenzione dei presenti, per un passaggio nel discorso di Di Pangrazio: «L’onorevole Di Stefano, oggi qui con noi», ha detto l’ex sindaco di Avezzano, «e con il quale abbiamo iniziato questo percorso, per la sua esperienza e competenza per noi potrà essere un grande presidente della Regione Abruzzo». Detta in questa termini, è una frase che lascia poco spazio alle incertezze. È stato lo stesso Di Stefano, tuttavia, al quale è stato chiesto se quella di ieri poteva essere un’investitura ufficiale, a rallentare: «Ne discuteremo nelle prossime ore», ha risposto sorridendo. Nel simbolo è ancora vuoto lo spazio che segue la preposizione “Con”, segno che per l’ufficializzazione è ancora presto.
IL TEMPO STRINGE. Tanto presto, in realtà, non è, se si considera che siamo quasi a metà novembre, e che il tempo utile per la campagna elettorale (al netto delle festività di Natale, di Capodanno ed Epifania), si è ridotto a poco più di 2 mesi.
PRIMA IL PROGRAMMA. Avanti Abruzzo nasce per «rispondere alle inadeguatezze della maggior parte dei partiti, incapaci di interpretare i bisogni reali dei cittadini». Il movimento «muove dal basso e mette al centro del suo agire politico il lavoro, lo sviluppo economico, la tutela dei ceti meno abbienti e la sicurezza, con uno spirito positivo che deve spingere le azioni della politica abruzzese e italiana. Il movimento intende rappresentare un ampio pluralismo culturale e politico, insieme con i valori di giustizia sociale, di legalità e di efficienza amministrativa e, soprattutto, di ascolto della nostra gente». L’ambizione è quella di riportare «nel campo dell’azione politico-amministrativa le competenze, le capacità, la concretezza». Per farlo, ha detto Daniele Toto, occorre «ripartire dai cittadini, dai loro bisogni, dalle loro necessità, per portare l’Abruzzo fuori dai recinti sociali, ideologici, economici e geografici che ne hanno limitato le potenzialità fino ad oggi».
I CITTADINI. «Vogliamo essere», ha spiegato Di Pangrazio, «il sindacato dei cittadini, andando a fondo dei problemi con capacità, competenza e concretezza, per dare soluzioni che tutelino i territori e coloro che vi abitano. Altra questione di cui ci vogliamo occupare sono i servizi fondamentali ai cittadini. Nonostante proclami, promesse, assicurazioni, poco è stato fatto per difendere i tribunali minori».
De Santis ha sottolineato che il rinnovamento proposto «è nella condotta amministrativa, nei metodi, nella gestione, nel coinvolgimento dei cittadini. Vogliamo praticare, e non predicare il cambiamento. Nella nuova stagione politica il programma viene prima delle coalizioni; le cose che servono agli abruzzesi vengono prima degli schieramenti politici». Concetto condiviso e rafforzato da D’Ambrosio: «Chi si candida», ha detto, «si impegna a mettersi a disposizione degli altri». E Di Stefano? «Potrebbe anche essere il nostro candidato. Siamo stanchi di aspettare e puntiamo a essere una presenza significativa all’Emiciclo».