Ecco chi ha scelto il rito alternativo
Nell’udienza di ieri su Rigopiano sono state formalizzate quasi tutte le richieste di riti alternativi e ordinari. Hanno optato per il rito abbreviato, e quindi per il processo davanti al gup...
Nell’udienza di ieri su Rigopiano sono state formalizzate quasi tutte le richieste di riti alternativi e ordinari. Hanno optato per il rito abbreviato, e quindi per il processo davanti al gup Gianluca Sarandrea, la quasi totalità dei 30 imputati, anche se qualcuno si è riservato di formalizzare la decisione alla prossima udienza. Faranno certamente il rito abbreviato Bruno Di Tommaso, amministratore unico della Gran Sasso Resort; la stessa società Gran Sasso Resort come persona giuridica; l’ex presidente della Provincia, Antonio Di Marco; Paolo D’Incecco, ex dirigente del settore viabilità della Provincia; Mauro Di Blasio, responsabile viabilità dello stesso Ente. Per i regionali coinvolti hanno scelto il rito: Carlo Giovani, dirigente servizio prevenzione rischi; Emidio Primavera, direttore dipartimento opere pubbliche; Sabatino Belmaggio, responsabile rischio valanghe; Antonio Sorgi, direttore territorio e ambiente; l’ex dirigente Carlo Visca. E poi ancora l’ex prefetto di Pescara Francesco Provolo; Ida De Cesaris, dirigente protezione civile della Prefettura; Leonardo Bianco, capo di gabinetto; i vice prefetti dell’epoca, Salvatore Angieri e Sergio Mazzia; il dirigente Giancarlo Verzella e i funzionari Giulia Pontrandolfo e Daniela Acquaviva. E poi ancora l’ex sindaco di Farindola, Massimiliano Giancaterino; il geologo Luciano Sbaraglia; il consulente Andrea Marrone; Giulio Honorati, comandante della polizia provinciale; il tecnico Tino Chiappino. Deve ancora formalizzare il sì al rito abbreviato Vincenzo Antenucci. Hanno scelto invece il rito ordinario l’ex sindaco di Farindola, Antonio De Vico; l’imprenditore Marco Del Rosso; Pierluigi Caputi, direttore regionale lavori pubblici; il tecnico Giuseppe Gatto. All’appello mancano soltanto l’ex sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta e il tecnico dello stesso Comune, Enrico Colangeli: per loro i difensori scioglieranno la riserva alla prossima udienza.

