Ecco dove fare il bagno con lo slalom tra i divieti

23 Giugno 2016

Qualche tratto pulito c’è, ma l’Arta avverte: l’acqua cambia con 10 variabili

PESCARA. Gli ultimi dati dell’Arta dicono che il mare, tra Silvi e Francavilla, è balneabile ovunque, tranne che nel tratto di via Balilla a Pescara. E l’Arta, che ieri è tornata a fare le analisi nei punti a rischio (in caso negativo i risultati si sapranno da domani), difende quei dati.

Mare pulito? Sono 12 i punti in cui il valore dei colibatteri fecali (escherichia coli) è quasi assente (inferiore a 10 unità su 100 millilitri d’acqua): in base alle analisi del 14 e 15 giugno scorsi, i punti più puliti di Pescara si trovano davanti a via Cadorna, a 100 metri a nord di fosso Pretaro (proprio la zona in cui l’anno scorso è stata vietata la balneazione a causa del malfunzionamento del depuratore di contrada Pretaro a Francavilla) e al teatro D’Annunzio. Francavilla, città che l’anno scorso ha convissuto con due divieti di balneazione a fosso Pretaro e a fosso San Lorenzo, ha il mare più pulito in assoluto: «L’operazione mare limpido», dice il sindaco Antonio Luciani, «sta dando i suoi frutti e ciò comporterà senza ombra di dubbio un ritorno importante per la città in termini di immagine, turismo, ricettività e indotto economico». Dati positivi anche a Montesilvano, foce del Saline compresa: «Ottima qualità», secondo l’assessore Fabio Vaccaro.

Dieci variabili. Ma la “classifica” dei tratti più puliti è passeggera: per l’Arta, sono almeno 10 i fattori che, quotidianamente, influenzano la qualità del mare e, di conseguenza, che spiegano perché l’acqua può essere pulita o sporca a singhiozzo: dalla portata del fiume al mare calmo o mosso, dalla forza del vento fino alla presenza di escrementi di uccelli e persone in acqua.

Rebus dati. Ma i dati dell’Arta sono credibili? Dopo le ultime polemiche, il direttore generale dell’Arta Mario Amicone sottolinea: «L’Arta ha l’obiettivo di salvaguardare la salute pubblica senza fare il tifo per gli stabilimenti balneari che, sicuramente, sono danneggiati dalla qualità non eccellente delle acque». E Amicone, insieme al direttore tecnico Giovanni Damiani alle dirigenti Emanuela Scamosci e Anna Renzi, inquadra il ruolo dell’Arta e cioè quello di fotografare l’esistente. «Per l’inquinamento del mare e il funzionamento dei depuratori», dice, «prendersela con l’Arta è come se un malato se la prendesse con l’infermiere che gli misura la febbre. Quel malato dovrebbe prendersela con il medico che non ha prevenuto la febbre e che non riesce a curarla. Noi segnaliamo, di più non possiamo e dobbiamo fare». L’Arta misura e basta e, dopo l’attacco di Forza Italia che ha annunciato un’interrogazione parlamentare sul caso del mare sporco e proposto di commissionare i prelievi affindandoli a un ente esterno, Amicone risponde: «Mi rammarico del sospetto sollevato sulla correttezza dei dati dell’Arta. A questi signori, dai Comuni al Parlamento, dico che non meriterebbero nemmeno risposta: probabilmente, vogliono solo alzare la polvere». Per il M5S, i dati sulla qualità del mare sono pubblicati in ritardo: Amicone difende l’Arta anche sui tempi. «In caso di dati negativi, l’Arta avverte i sindaci interessati entro 48 ore con una mail certificata affinché possano emettere tempestivamente i divieti di balneazione. Non è colpa nostra se un sindaco non emette il divieto in tempo: non siamo tenuti a controllare se i Comuni mettano i cartelli o no, di certo c’è che chi non li ha messi ha ancora qualche problema con la giustizia». Un riferimento al sindaco Pd Marco Alessandrini e al vice sindaco Enzo Del Vecchio per i quali la procura ha chiesto il rinvio a giudizio sul caso dell’ordinanza retrodatata risalente all’inizio di agosto 2015. Amicone prosegue: «C’è un consigliere, che rappresenta anche i balneatori», dice riferendosi a Riccardo Padovano, presidente Sib-Confcommercio, «e vorrebbe sapere i dati in anteprima come se fosse lui il sindaco ma anche lui deve rispettare le regole». Parla Damiani. Il direttore tecnico Damiani precisa: «All’Arta si seguono regole rigorose, sperimentate e tracciabili. Qui si utilizzano metodiche di Stato e chi ci vuole fare le pulci, deve dirci prima chi è, da dove arriva e cosa fa. L’unica nostra bussola è la difesa della salute. Affidare le analisi ad altri? Noi non siamo compiacenti verso nessuno: non possiamo essere lodati se i risultati sono buoni e attaccati in caso di valori negativi. Comunque, non si butta fango sulle istituzioni.

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