Ecco gli arretrati dell’assegno unico

11 Marzo 2023

L’Inps sta inviando a molti abruzzesi una somma più bassa Ma non c’è da allarmarsi: è il conguaglio del mese di gennaio

PESCARA. «Assegno unico per il periodo da 1-01-2023 a 31-01-2023» si legge sul bonifico che, in questi giorni, molte famiglie abruzzesi stanno ricevendo dall'Inps. Ma l'importo è inferiore nettamente a quanto spetterebbe mensilmente a ciascuna famiglia. Non c’è però da allarmarsi, vediamo perché. L'assegno unico universale è un sostegno economico per le famiglie con figli a carico che viene attribuito a partire dal settimo mese di gravidanza e fino al 21 esimo anno di età. È stato introdotto dal governo Draghi e va a sostituire gli assegni familiari con una differenza sostanziale: questi ultimi erano destinati solo ai lavoratori dipendenti, l’Assegno unico invece è garantito a tutti i cittadini in base all'importo dell'Isee della famiglia e all'età dei figli a carico.
Nel 2023 l'Assegno unico ha subito aggiustamenti e aumenti per alcune categorie in relazione all’inflazione per tutti, famiglie numerose (con più di tre figli) e genitori vedovi.
La somma che sta arrivando in questi giorni non è l'Assegno unico di marzo ma il conguaglio di gennaio. In altre parole è un arretrato perché, all’inizio dell’anno, alle famiglie è stato versata una somma uguale a quella del 2022, mancando il tempo necessario per adeguare i versamenti agli aumenti previsti per il 2023 che spettano per tutto l’anno, gennaio compreso. L’Inps si sta mettendo in regola.
A febbraio invece era già stato versato l'Assegno unico comprensivo degli aumenti previsti per il 2023. Ciò che viene recapitato in questi giorni dà la possibilità di capire (se la situazione economica della famiglia non è mutata in base all'Isee) di quanto è effettivamente aumentato l’Assegno Unico nel 2023. Un incremento che si basa sulla rivalutazione dell’8,1% in base all’inflazione; la maggiorazione del 50% della quota per i figli minori di 1 anno o minori di 3 anni per le famiglie con 3 o più figli, e l’aumento da 100 a 150 euro della maggiorazione forfettaria per le famiglie con almeno 4 figli a carico.
Chi ha fatto la richiesta dell'Assegno unico nel 2022 non ha dovuto presentare una nuova domanda per il 2023 ma deve aggiornare i dati Isee. Se non lo fa percepirà l'assegno nella quota minima. (u.c.)