Ecco i casi nei Comuni Calano i ricoveri gravi

4 Aprile 2020

Il virologo Fazii: la discesa sta per iniziare, andrà avanti fino a giugno

PESCARA. Sono sessantasei i nuovi casi di coronavirus accertati ieri in Abruzzo. Il totale delle persone risultate positive supera così quota 1.500. Con tredici decessi recenti, il bilancio delle vittime arriva a 146. I dati sui nuovi contagi sono sostanzialmente stabili, segno che il cosiddetto picco è vicino, ma la successiva discesa, sottolineano gli esperti, sarà lenta e graduale. La mappa del contagio in Abruzzo si estende ogni giorno di più: sempre più comuni vengono raggiunti dall'epidemia. Sembra arrestarsi, però, l’aumento dei casi più gravi, che fino a qualche giorno fa era costante.
MAPPA DEL CONTAGIO. Dei nuovi casi, che portano il totale a 1.563, 26 fanno riferimento alla Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, 12 alla Asl Lanciano Vasto Chieti, 23 alla Asl di Pescara e 5 alla Asl di Teramo. Il comune maggiormente colpito è quello di Pescara, con 248 casi, seguito da Montesilvano, 106, e Penne, 83. Ci sono poi Teramo, con 59 casi, e, subito dopo, in zona rossa, con 58 persone risultate positive, Castiglione Messer Raimondo, il centro più duramente colpito in Abruzzo rispetto al numero degli abitanti. Spiccano le cifre di altri due piccoli comuni della zona rossa: Castilenti, 29 casi, ed Elice, 21. I dati si basano sulla residenza sanitaria e non anagrafica (come da tabella in pagina), metodo caratterizzato da un margine di errore molto basso.
LE VITTIME. I nuovi decessi riguardano un 77enne di Bisenti, un 72enne di Penne, un 74enne di Guardiagrele, una 73enne di Città Sant’Angelo, una 73enne di Cepagatti, un 66enne di Palena, un 69enne e un 83enne di Chieti, un 77enne di Tagliacozzo, un 81enne, una 79enne, una 65enne e un 79enne di Pescara.
MENO CASI GRAVI. Dei pazienti ricoverati in ospedale, 361 sono in terapia non intensiva, 76 sono in terapia intensiva. Gli altri 864 sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl. Un segnale positivo arriva proprio dai dati sui ricoveri: delle persone che ieri sono finite in ospedale, solo una è in rianimazione. Mentre nelle scorse settimane il numero delle persone gravi che avevano bisogno della terapia intensiva aumentava costantemente, da alcuni giorni si registra un rallentamento. Un dato che forse è dovuto alle attività portate avanti con l’obiettivo di intercettare tempestivamente i pazienti positivi, così da intervenire in modo precoce sui soggetti asintomatici o con sintomi lievi e sottoporli a terapia, evitando le forme più severe della patologia.
DISCESA LUNGA. «In Abruzzo siamo sul cosiddetto plateau, cioè sul pianoro della curva dei contagi», sottolinea il direttore dell’Unità operativa complessa di Microbiologia e virologia clinica a valenza regionale della Asl di Pescara, Paolo Fazii, nel commentare i dati degli ultimi giorni, che appaiono piuttosto stabili. L’esperto ricorda i grafici, circolati nelle scorse settimane, che ipotizzavano le due possibili curve del contagio: una senza considerare le restrizioni in atto, con una diffusione repentina, ma ingestibile dal punto di vista sanitario; l’altra, che considerava le misure di contenimento, con una diffusione più lenta e più lunga nel tempo, ma meglio gestibile. La situazione attuale è la seconda. «L’Abruzzo si trova sulla cima della collina e ora», aggiunge l’esperto, «ci dovremmo attendere l’inizio della discesa, che sarà molto, molto graduale: a mio avviso avremo casi, anche se pochi, fino a giugno». In piena estate, dunque, secondo le ipotesi, l’emergenza dovrebbe essere rientrata, ma, dice ancora Fazii, «la spada di Damocle è il ritorno del contagio in autunno, anche se a quel punto saremo preparati». Con una pandemia in atto e con numeri di questa portata, infatti, non è neppure ipotizzabile che il coronavirus sparisca del tutto: «Almeno per tutto il biennio 2020-2021», afferma il direttore del laboratorio, «dovremo imparare a convivere con il virus in attesa del vaccino», con tutto ciò che questo comporta rispetto alle misure di precauzione e alle abitudini quotidiane delle persone.
LABORATORI. Una delle armi per contrastare il virus è la diagnostica: più in fretta si individuano i soggetti positivi, più in fretta possono essere trattati e sottoposti ad isolamento. La partita, dunque, si gioca con i test. A supporto del laboratorio della Asl di Pescara sta operando l’Istituto zooprofilattico di Teramo e quello dell’Università di Chieti. Le strutture lavorano costantemente per potenziare le attività di analisi dei tamponi e da metà aprile, grazie a nuovi macchinari, verranno eseguiti fino a duemila test in 24 ore. «Ogni giorno», sottolinea Fazii, «arrivano centinaia e centinaia di tamponi da analizzare che vengono stoccati e poi lavorati con delle priorità, rappresentate dai pazienti che hanno sintomi, perché chi sta male viene e deve venire prima, secondo scienza e coscienza», evidenzia il direttore del laboratorio, dove il personale lavora senza sosta dall’inizio dell’emergenza. «Quando arriveremo a duemila tamponi al giorno potremo fare una vera mappatura del territorio: personale sanitario, operatori della sicurezza, forze dell’ordine, ospiti delle Rsa, detenuti e coloro che per lavoro hanno continuato a circolare. Il tutto riuscendo anche a dare una risposta nel giro di 24 ore», conclude Paolo Fazii.
©RIPRODUZIONE RISERVATA