Ecco i divorzi brevissimi con il Tribunale diocesano

Da 10 a 12 mesi al massimo per ottenere l’annullamento del matrimonio religioso Patrocinio gratuito per chi è in difficoltà economiche, iscritte 27 nuove cause
PESCARA. Tempi più brevi, dai 10 mesi a un anno al massimo per la sentenza di primo grado, patrocinio gratuito per chi si trova in condizioni economiche difficili e uno snellimento delle procedure per l’annullamento del matrimonio religioso.
La rivoluzione portata avanti da papa Francesco nella riforma del processo canonico e la successiva istituzione del Tribunale diocesano Pescara-Penne voluta nel giugno scorso dall’arcivescovo monsignor Tommaso Valentinetti, ha determinato negli ultimi sette mesi l’iscrizione di 27 nuove cause, due delle quali già concluse e un’altra in via di definizione.
«Tutti gli altri processi», ha spiegato nel giorno dell’inaugurazione del primo anno giudiziario del nuovo tribunale diocesano Pescara-Penne don Maurizio Buzzelli, giudice e presidente del tribunale, «sono in fase di definizione avanzata. Nel secondo semestre 2018 sono state accolte 17 cause di nullità matrimoniale, di cui 14 ordinarie e 3 processi brevi». La riduzione dei tempi delle sentenze rappresenta un cambiamento epocale per tutte quelle coppie ferite da un’unione sbagliata, che desiderano voltare pagina e ricominciare, dimostrando l’invalidità del sacro vincolo contratto precedentemente per riuscire magari a convolare a nuove nozze in Chiesa.
Come ha rimarcato Juan Ignacio Arrieta Ochoa de Chinchetru, segretario pontificio per i testi legislativi durante la cerimonia che si è tenuta ieri alla biblioteca diocesana “Carlo Maria Martini” in piazza Spirito Santo, la novità è che, in applicazione del Motu Proprio di papa Francesco “Mitis Iudex Dominus Iesuse”, i vescovi diocesani oggi hanno la possibilità di avviare le cause brevi.
Questo vuol dire che le coppie in crisi non devono necessariamente rivolgersi al tribunale regionale ecclesiastico abruzzese e molisano di Chieti, ma è sufficiente andare a bussare alla porta degli uffici diocesani che si trovano a Pescara, in via Vespucci. L’obiettivo, attraverso la presenza di un tribunale nel territorio della chiesa locale, è di riconoscere l’eventuale invalidità del matrimonio che non ha costruito comunione, ma dolore e delusione, e riportare «pace e voglia di ricominciare nelle coscienze». Le nuove disposizioni, infatti, sono indirizzate a favorire non la nullità dei matrimoni, bensì la celerità e la semplificazione dei processi. I motivi alla base delle richieste di annullamento del matrimonio nella diocesi di Pescara-Penne sono dovuti, soprattutto, all’incapacità di portare avanti relazioni affettive mature, a problematiche psichiche che impediscono di dare e accettare i diritti e i doveri del matrimonio e, infine, alla mancanza di libertà che si traduce in legami e condizionamenti esterni oppure incertezze, dubbi e contraddizioni interne che influiscono negativamente sulla stabilità della coppia oppure sulla decisione di avere figli.
«Per stabilire una vera comunione matrimoniale», evidenzia don Maurizio Buzzelli, «occorre un grado di maturità che renda capaci di accogliere l’altro, che è partner e compagno di vita, e di donare la propria vita. Non solo una relazione naturale e istintiva, ma un’unione che è condivisione della propria vita. Invece nelle dichiarazioni di nullità matrimoniale o c’è una mancanza di libertà interiore perché si è condizionati da fatti, eventi e persone con vezzi caratteriali forti, nella famiglia e nell’educazione, oppure c’è un’immaturità a livello affettivo per problematiche psichiche e psicologiche mai risolte fin dall’adolescenza. Vedi la paura ad avere figli o il non volere i figli, oppure l’incapacità a stabilire un rapporto nel campo del coniugio».
Quanto ai costi, è previsto il patrocinio gratuito per le coppie indigenti o con redditi molto bassi (inferiori a 11mila euro annui) che quindi non pagheranno né le spese processuali né l'onorario dell'avvocato d’ufficio.
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