Ecco il comitato dei prof: «No alle fusioni a freddo»

L’iniziativa di un gruppo di docenti, intellettuali e amministratori invita ad approfondire la riflessione: stop a nuovi assetti di cui potremmo pentirci
MONTESILVANO. Costituito il comitato per la rilettura del processo di fusione di Pescara, Montesilvano, Spoltore. Alla base dell’iniziativa, la convinzione che la Nuova Pescara è «una risposta impropria a un problema serio». Così, i promotori Licio Di Biase, Piergiorgio Landini, Diego De Carolis, Luciano Di Lorito, Lucio Zazzara, Giacomo Cuzzi, Valter Cozzi e Pino Mauro, un gruppo ben assortito e politicamente trasversale di amministratori, professionisti, docenti, storici ed economisti, propone una più accurata riflessione sul progetto legislativo che sta per approdare alla discussione del Consiglio regionale. I promotori parlano di scelta molto discutibile, che merita dibattiti, approfondimenti e dati certi. Anche se il referendum non può essere dimenticato», osserva Licio Di Biase, «avviare la procedura per la fusione dei tre Comuni è andare contro la logica storica, territoriale, socio-economica e antropologica. La fusione a freddo entro il 1° gennaio 2019 è un assurdo. Unico dato positivo», prosegue Di Biase, «la possibilità di trasferire il capoluogo di Regione dall’Aquila a Pescara, come ha recentemente affermato l’assessore pescarese, Giacomo Cuzzi».
Che fare allora per assecondare la volontà dei cittadini espressa quattro anni fa, a larga maggioranza? «Non serve un Comune di 200mila abitanti. Occorre ripartire dall’area metropolitana Chieti-Pescara, di cui parlarono Piergiorgio Landini e Lucio Zazzara. E recentemente l’urbanista, Roberto Mascarucci», proseguono i promotori, «perché c’è il rischio di spalmare sulle comunità di Spoltore e Montesilvano il debito del pre-dissesto del Comune di Pescara. Ecco dunche che occorre valutare bene i vantaggi economico-finanziari della fusione». A sottolinearlo, è il sindaco di Spoltore, Luciano Di Lorito: «La Nuova Pescara non supererà i 250 mila abitanti, quindi la popolazione di questi tre Comuni dovrà coprire i costi dei servizi e delle opere pubbliche utilizzando gli stessi trasferimenti che ora spettano al Comune più grande. Rischiamo insomma di perdere almeno in parte i trasferimenti dei Comuni di Montesilvano e Spoltore: nell’ultimo anno, circa 6 milioni di euro».
Per il sindaco di Montesilvano, Francesco Maragno, invece, «va evidenziata l’esigenza di armonizzare e fondere la gestione di alcuni servizi. Gradualità» è la parola d’ordine di Maragno. «Da tempo, propongo di condividere tutti i servizi da subito, al fine di dare il tempo alla macchina amministrativa di riorganizzarsi, di percepire gli effettivi vantaggi economici, di raccogliere gli umori dei cittadini. Solo dopo si potrà passare alla fusione delle Città attraverso una programmazione che, ne sono convinto, non verrà vissuta come un modello di gestione indigesto, ma come l’atto conclusivo di un percorso condiviso». L’idea di Maragno è quella di partire immediatamente con un corpo unico dei vigili urbani; l’armonizzazione della raccolta dei rifiuti e un raccordo delle politiche sociali. Ma per i promotori del nuovo comitato va soprattutto verificata la legittimità del provvedimento. «Sciogliere un Consiglio comunale, cosa che accadrebbe il 1 gennaio 2019 eletto con una Legge della Stato, non può essere possibile con un provvedimento del Consiglio regionale» rileva De Carolis, docente alla facoltà di Giurisprudenza di Teramo. «Chiedo agli uomini di buona volontà, e soprattutto agli attuali amministratori dei tre Comuni», chiosa Di Biase, che è il coordinatore dell’iniziativa, «di dire qualcosa. Di non subire stancamente questo processo di cui, tra qualche decennio, ci pentiremo amaramente».
Con queste idee di fondo, è quindi partita la fase costitutiva del “Comitato per la rilettura del progetto di fusione tra i comuni di pescara, montesilvano e spoltore”. Chi fosse interessato ad aderire, può sottoscrivere un modulo che sarà disponibile lunedi 18 dicembre, alle 17.30, nella sala consiliare della Provincia di Pescara. In quella sede, è prevista la presentazione dell'iniziativa, con l'intervento dei componenti del comitato. Il primo atto è stato un documento in cui si spiegano le ragioni che suggeriscono di evitare scorciatoie su un tema decisivo per lo sviluppo dell’area urbana più densamente popolata d’Abruzzo. (a.s.)
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