Ecco il monumento-simbolo scelto per largo Venezuela

13 Novembre 2019

La giuria tecnica e il pubblico hanno optato per l’opera di due artisti siciliani: parco giochi e punto d’incontro dalla forma geografica del Paese sudamericano

MONTESILVANO. Una scultura astratta, che prende vita dalla forma geografica del Venezuela, ma anche una struttura percorribile, in grado di diventare un parco giochi e un punto di incontro quotidiano. È il progetto che si è aggiudicato il primo premio del concorso relativo alla realizzazione del monumento che sorgerà in largo Venezuela e che rappresenterà il simbolo del legame tra la comunità montesilvanese e quella italo-venezuelana che vive nella città adriatica. A convincere la giuria della competizione a inviti, promossa dal comitato Monumento largo Venezuela sotto la direzione artistica di Massimiliano Scuderi della Fondazione Zimei, che ha coinvolto 8 artisti internazionali, sia italiani che venezuelani, è stato il duo artistico Campostabile, formato dai giovani siciliani Mario Campo e Lorena Stabile, scelto «per avere realizzato una “casa” che è stata distrutta ma che al suo interno mantiene ancora la sua identità e la sua memoria».
Questa la motivazione espressa dalla giuria tecnica composta dalla critica d’arte e giornalista Alessandra Mammì, dalla direttrice di Arte e Critica Daniela Bigi, dal direttore artistico Scuderi, dal presidente della Fondazione Sabrina Zimei, da Romolo Ottaviani del gruppo Stalker, dal sindaco Ottavio De Martinis e dai membri del Comitato Alessio Sarra, Juan Rosario Campagna e Daniela Locantore in sostituzione del presidente Antonio Locantore. Ma il progetto di Campostabile non ha convinto solo gli esperti. L’opera, infatti, è risultata anche la più votata dal pubblico, intervenuto numeroso sabato pomeriggio nella sede della Fondazione Zimei a Montesilvano Colle, dove sono stati esposti i bozzetti degli otto progetti in gara. Oltre a Campostabile, sono stati invitati a elaborare le proprie proposte di monumento anche gli artisti Alessandro Balteo Yazbeck, Pedro Teran, Gabriella Ciancimino, Marco Montiel Soto, Luis Molina Pantin, Sergio Limonta e Francesco Fonassi, che hanno ricevuto a loro volta l’apprezzamento della giuria per il valore etico e per il livello qualitativo dei progetti. Fonassi, in particolare, ha meritato una menzione speciale per il suo lavoro etereo, legato ai suoni e alle musiche degli immigrati, e per aver ideato un progetto che valorizza la partecipazione della comunità locale di italo-venezuelani. Ma alla fine sono stati i Campostabile a convincere più degli altri, e ad aggiudicarsi, oltre al premio in denaro previsto dal bando, una residenza presso la Fondazione Zimei e la possibilità di veder realizzato il loro progetto che tuttavia, come specificato da Scuderi, necessiterà di un approfondimento tecnico per la stima effettiva dei costi di realizzazione (l’intervento è finanziato solo attraverso donazioni private) e per la sicurezza, prima di poter approdare in largo Venezuela e diventare un simbolo di rinascita. «È morta un’idea, non è morto un popolo», si legge nella descrizione del progetto. «Largo Venezuela, in quanto piazza, luogo di ritrovo, si propone come ideale simbolo di aggregazione, certificazione di forte vitalità di una comunità. La nostra idea è che in questa piazza si debba dare un segno di rifondazione/ripartenza, a partire dalla forma». E ancora: «Ripartire dalla forma significa per noi assumere una posizione etica». Oltre al progetto premiato, Campostabile ha elaborato anche una seconda proposta che, sempre a partire dalla forma geometrica del Paese sudamericano, viene piegato e trattato come un origami per diventare un oggetto scultoreo, anche in questo caso di grandi dimensioni e semi praticabile per diventare, a sua volta, strumento di gioco e di ritrovo.
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