Ecco il reddito di cittadinanza Tutte le novità del Decretone

Con l’approvazione al Senato diventa effettiva la misura per contrastare la povertà Stretta sugli stranieri e controlli sui divorziati. Sanzioni e denunce per i “furbetti”
PESCARA . Il “Decretone” ha tagliato il traguardo finale, superando l’esame del Senato in zona Cesarini. Via libera, dunque, alle misure “icona” del governo giallo-verde: Reddito di cittadinanza e Quota 100. Palazzo Madama, in terza lettura, ha detto sì al testo modificato dalla Camera, dove era passato con il voto di fiducia. E si entra, dunque, nella fase operativa. Vediamo le principali novità che riguardano le misure di contrasto alla povertà, il Reddito e la Pensione di cittadinanza. Per il primo, che sarà erogato attraverso una carta, si va da un minimo di 500 a un massimo di 1.330 euro al mese, in base a una serie di parametri, non ultima la composizione del nucleo familiare. Per l’affitto o il mutuo previsto un contributo fino a 3.360 euro.
FAMIGLIE CON DISABILI. Aumenta di circa 50 euro la somma destinata alle famiglie con un componente disabile. Il sostegno extra deriva dalla revisione della scala di equivalenza. Sale da 5.000 a 7.500 euro la soglia relativa al patrimonio mobiliare per ogni componente con disabilità grave o non autosufficiente. Il costo della misura è di 12,8 milioni nel 2019 e 16,9 milioni nel 2020.
FINTI DIVORZI. Attenzione, perché chi bara sul proprio stato civile rischia sanzioni pesanti. Anche la tempistica è importante. Se la separazione (o il divorzio) sono successivi al primo settembre 2019 bisognerà dimostrare con un verbale della polizia locale l’effettivo cambio di residenza.
GENITORI SINGLE. Chi sta crescendo da solo i propri figli minori può chiedere il reddito purché le entrate della famiglia non superino il tetto Isee fissato per legge. All’interno del tetto vanno considerati anche i redditi del genitore non convivente o non sposato, ma se questi ha contratto matrimonio con un’altra persona, e magari ha anche dei figli, la circostanza viene meno. Nell’Isee, inoltre, non entrano i redditi del genitore al quale è stata revocata la potestà sui figli, o se ci sia una sentenza che testimonia che si disinteressa della prole. Questa circostanza può essere certificata anche dai servizi sociali del Comune.
OBBLIGO DEL LAVORO. Il lavoro proposto dovrà essere accettato solo se lo stipendio supera gli 858 euro al mese. L’offerta è ritenuta congrua anche se lo stipendio è superiore di almeno il 10% rispetto al beneficio massimo ottenibile. Chi percepirà il reddito di cittadinanza, anche se è il genitore single di un figlio minore , potrà ricevere offerte di lavoro nel raggio di 250 chilometri dalla propria residenza, non più in tutta Italia, nei primi 24 mesi o in caso di rinnovo del beneficio. Se in famiglia ci sono persone disabili il limite massimo è di 100 chilometri. Le offerte di lavoro da parte dei Centri per l’impiego potranno giungere anche attraverso mezzi informali, come sms o mail.
SERVIZI SOCIALI. I beneficiari della misura sono obbligati a svolgere da 8 a 16 ore settimanali di lavoro nei comuni in servizi per la collettività.
GLI STRANIERI. I cittadini di stati extra Ue dovranno presentare certificati prodotti nei loro Paesi, tradotti in italiano e validati dal consolato, dai quali risulti la composizione del nucleo familiare. Non sono tenuti a presentare la documentazione i rifugiati politici.
LE SANZIONI. Denunce penali (truffa ai danni dello Stato) e restituzione di quanto illecitamente percepito per i “furbetti”. Denunce e sanzioni anche per i datori di lavoro che impiegheranno in nero persone che usufruiscono del reddito di cittadinanza.
I LAVORATORI POVERI. Può beneficiare della misura anche chi lavora ma percepisce uno stipendio basso. Si tratta dei cosiddetti “working poor”, purché in presenza dei requisiti.

