Ecco il sogno dei due amici: case galleggianti sul mare

4 Agosto 2022

Albi e Cavallito volevano costruire camere d’albergo vicino al porto turistico L’idea nata tre anni fa: avevano chiesto già un finanziamento per partire

PESCARA. Avevano un progetto in mente, Walter Albi e Luca Cavallito, di 66 e 49 anni, finiti nel mirino di un killer che lunedì sera li ha raggiunti mentre erano seduti al bar del Parco, tra via Ravasco e la strada parco. L’assassino ha scaricato addosso ai due otto colpi, uccidendo all’istante Albi e ferendo in maniera gravissima Cavallito. Un’esecuzione che ha spiazzato la città intera, perché Pescara continua essere definita da tutti una città tranquilla, quasi al riparo da determinati fatti di sangue. E rispetto alla quale ci sono ancora tanti interrogativi senza risposte.
I due avevano in mente di realizzare un progetto di ricettività turistica su casette galleggianti. Un’idea ambiziosa, considerata la location suggestiva, nella zona del porto turistico di Pescara. Si erano messi in moto prima della pandemia, circa tre anni fa, e tra le questioni da affrontare e superare prima di passare ad una fase più concreta, c’era soprattutto quella relativa alla normativa, da subito apparsa poco chiara in materia. Il Covid, però, deve aver rallentato tutto, fino a poco fa. C’era poi da curare l’aspetto del finanziamento per dare vita a questa iniziativa, che era stato già chiesto, segno evidente che l’intenzione dei due di andare avanti, di procedere, c’era eccome, anche se al momento era ancora tutto in fase embrionale, da sviluppare.
Ad oggi non è stato realizzato niente ma i due promotori, insieme alla sorella di Cavallito, continuavano ad accarezzare l’idea e proprio per questo si vedevano di frequente, avevano riallacciato i rapporti da qualche tempo, in attesa di avere tutti i necessari via libera alla creazione delle casette galleggianti. E avevano condiviso anche con gli amici l’entusiasmo per questo progetto, curato da Albi, come architetto. Intanto già da un po’ avevano immaginato le casette nei dettagli, al punto che chi ha visto i rendering ne parla come di strutture di lusso, bungalow di legno sull’acqua. In attesa di veder muovere i primi passi a questo progetto nel campo della ricettività, nuovo nel tratto di costa pescarese, Cavallito ha continuato a portare avanti la sua attività imprenditoriale. Il 49enne, che in passato ha lavorato anche in un ristorante, acquista jeep militari, provvede alla ristrutturazione nella sua officina di Chieti Scalo e poi le vende all’estero. «Le fa diventare come nuove», dice chi lo ha visto all’opera e oggi si preoccupa che l’amico sopravviva all’agguato di cui è stato vittima nei giorni scorsi per questioni che restano ancora avvolte nel mistero e sulle quali sta indagando la polizia. Oltre al lavoro si teneva in forma, tra tennis e calcio, era uno sportivo. E ora lotta per la vita nel reparto di Rianimazione.