Ecco l’elenco delle attività che possono restare aperte

12 Marzo 2020

Le principali: alimentari, farmacie, banche, trasporti pubblici e le edicole

L'AQUILA. Marco Marsilio benedice il decreto del premier Conte. «L'ultimo provvedimento adottato dal Governo va nella direzione giusta, quella che abbiamo auspicato e caldeggiato negli ultimi giorni e che, speriamo, possa tirarci fuori presto dall'emergenza. Un fermo necessario», il commento a caldo del presidente della Regione.
Alle 23 di ieri il Centro è venuto in possesso del decreto firmato dal premier, Giuseppe Conte, che verrà pubblicato in gazzetta ufficiale, in cui vengono indicati i servizi che resteranno aperti. In estrema sintesi sono: trasporti pubblici, alimentari, farmacie, parafarmacie, banche, edicole, lavanderie, benzinai e pompe funebri. Chiudono, da oggi fino al 22 marzo, negozi non compresi nell’elenco che pubblichiamo in prima pagina, quindi bar e ristoranti innanzitutto. Stop parziale anche nelle fabbriche, dove verranno sospese tutte le attività non indispensabili alla produzione. Nel momento più nero per l'economia abruzzese, scatta un ulteriore giro di vite per contrastare la diffusione del virus Covid-19. L'obiettivo è tenere in casa il maggior numero di persone ed evitare contatti diretti.
I NEGOZI. Da oggi, anche in Abruzzo, sono sospese le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione, come si diceva, per i generi alimentari e di prima necessità, sia nell'ambito degli esercizi commerciali di vicinato, che nella media e grande distribuzione, anche ricompresi nei centri commerciali.
Chiusi i mercati, salvo le attività dirette alla sola vendita di generi alimentari. Nei punti vendita che restano aperti, come edicole, tabaccai, farmacie e alimentari, dev’essere, comunque, garantita la distanza interpersonale di un metro. Sospesi anche tutti i servizi di ristorazione: oltre a bar e ristoranti, anche pub, gelaterie e pasticcerie, ad esclusione delle mense e del catering continuativo. «Resta consentita», si legge nel decreto, «la sola ristorazione con consegna a domicilio, nel rispetto delle norma igienico-sanitarie, sia per l'attività di confezionamento che di trasporto». Apertura garantita anche per gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande all'interno delle aree di servizio e rifornimento carburante, all'interno delle stazioni ferroviarie e degli aeroporti. Abbasseranno la saracinesca anche parrucchieri, barbieri ed estetisti.
I SERVIZI GARANTITI. Nel rispetto delle norme igienico-sanitarie continueranno ad operare i servizi bancari, postali, finanziari e assicurativi e tutte le attività del settore agricolo e zootecnico, di trasformazione agro-alimentare, comprese le filiere che ne forniscono beni e servizi. Quanto al trasporto pubblico, sarà il presidente Marsilio a disporre la programmazione del servizio erogato dalle aziende di mobilità, anche non di linea, «finalizzata alla riduzione e alla soppressione dei servizi, in relazione agli interventi sanitari necessari per contenere l'emergenza coronavirus, sulla base delle effettive esigenze e per assicurare i servizi minimi essenziali». Il decreto lascia al ministero delle Infrastrutture e della salute la facoltà di disporre la programmazione, con riduzione dei servizi automobilistici interregionali e di trasporto aereo, ferroviario e marittimo, sulla base delle effettive esigenze riscontrate.
GLI UFFICI PUBBLICI. Un capitolo a parte riguarda le pubbliche amministrazioni che «dovranno assicurare lo svolgimento, in via ordinaria, delle prestazioni lavorative in forma agile (smart working) del personale dipendente, anche in deroga agli accordi individuali e individuando le attività indifferibili da svolgere in presenza. Il decreto contiene una serie di raccomandazioni per attività produttive e studi professionali: massimo utilizzo del lavoro agile, incentivo a ferie e congedi retribuiti per il personale, sospensione delle attività nei reparti aziendali non indispensabili alla produzione, assunzione di protocolli di sicurezza anti contagio, limitazione degli spostamenti all'interno delle aziende e contingentazione negli spazi comuni.
IL GOVERNATORE. «L'Abruzzo si è unito alle altre regioni, guidate dalla Lombardia, la più colpita al momento da questa epidemia», ha detto Marsilio, «per convincere il Governo a inasprire le misure e adottare la massima precauzione possibile per contenere il contagio. Avevamo già preparato un'ordinanza che imponeva una restrizione generale di tutte le attività e l'avremmo applicata comunque. Tutto questo lo abbiamo fatto nel tentativo di risparmiare al nostro territorio la terribile esperienza che sta vivendo il Nord Italia. Speriamo che questa misura», ha concluso il governatore, «possa aiutarci ad evitare il peggio. È il momento di tenere duro ancora di più».
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