Ecco l’impianto che migliora la vita a chi soffre di cuore

6 Febbraio 2019

A beneficiarne un uomo di 61 anni con angina pectoris grazie al team del dottor Guarracini, della clinica Pierangeli

PESCARA. Un intervento innovativo destinato a migliorare la vita dei pazienti con angina pectoris refrattaria. È stato realizzato lunedì dal dottor Stefano Guarracini, responsabile della Cardiologia della clinica Pierangeli, con il suo team: il primario di Anestesia e rianimazione, dottor Marco Tarquini, ha introdotto questa terapia con il supporto del dottor Giannini, allievo del professor Colombo, guru dell’Emodinamica italiana, responsabile dell’Emodinamica al “Maria Cecilia Hospital”.
Si tratta del primo impianto in Abruzzo del dispositivo “Reducer di Neovasc” e a beneficiarne è stato un uomo di 61 anni, con storia di rivascolarizzazione miocardica chirurgica e meccanica, con angina refrattaria nonostante terapia ottimizzata. Il sistema Reducer è un dispositivo impiantabile, destinato proprio a pazienti con angina pectoris refrattaria e una prova obiettiva di ischemia miocardica reversibile, con opzioni di trattamento limitate (non più rivascolarizzabil per via percutanea e/o chirurgica, terapia medica massimale) e che sono pertanto definiti “no option”.
Tecnicamente, questo sistema innovativo viene inserito, in anestesia locale, mediante un catetere, attraverso la giugulare, in seno coronarico (una grossa vena che raccoglie il sangue refluo dalla circolazione coronarica del miocardio), assumendo una forma a clessidra a seguito del rilascio. Dopo circa uno-due mesi il dispositivo viene “endotelizzato”, creando un restringimento della vena. La quotidianità di questi pazienti è spesso altamente compromessa dalla sintomatologia e l’obiettivo della terapia dedicata loro deve essere prima di tutto diretta a migliorarne la qualità della vita. Nel corso degli anni, sono state testate un numero considerevole di terapie per trattare l’angina refrattaria, ma nessuna di esse ha avuto risultati concreti. I risultati del trial clinico randomizzato “Cosira”, così come dei numerosi studi, hanno dimostrato la sicurezza ed efficacia dell’utilizzo del dispositivo Reducer secondo queste linee guida ed è emerso che il 70–80% dei pazienti con angina refrattaria, a seguito dell’impianto di Reducer hanno un miglioramento nei loro sintomi. Ad oggi, in Italia più di 250 pazienti sono stati selezionati e hanno ricevuto questa terapia. «La quotidianità di questi pazienti», spiega il dottor Guarracini, «è spesso altamente compromessa dalla sintomatologia, e l’obiettivo della terapia dedicata loro deve essere prima di tutto diretta a migliorarne la qualità della vita. Ancora sono in corso vari trial clinici a riguardo e siamo fieri di poter contribuire con il nostro reparto alla ricerca in questo settore». (e.r.)
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