Ecco le regole rompicapo che fanno rinviare il D-Day

14 Ottobre 2024

Ogni animale da abbattere dovrà essere rigorosamente tracciato dagli Atc Ma la complessità delle operazioni e il ricorso al Tar hanno ritardato l’iter

L’AQUILA. Sarebbe più facile procedere con l’elezione di un nuovo consiglio regionale oppure vincere al Superenalotto che applicare il disciplinare che regolamenta le modalità tecniche per la caccia selettiva al cervo.
Un documento quasi machiavellico di dieci pagine e sedici articoli che spiega finalità, compiti, modalità di caccia e verifiche che ogni Atc (Ambiti territoriali di caccia) deve rispettare per procedere all’abbattimento dei 469 ungulati in due distinti comprensori di caccia dell'Aquilano.
«La caccia di selezione al cervo è molto regolamentata», spiega Mirco Masciovecchio, coordinatore dei censimenti, «ciascun Atc deve predisporre un disciplinare, regolamentato a livello regionale ma, essendo ogni ambito diverso dall’altro come animali da prelevare e territorio, deve tarare il disciplinare ai capi che gli sono stati assegnati».
Il lavoro di ogni Atc è andato avanti ma il ricorso al Tar Abruzzo delle associazioni ambientaliste ha tenuto in stand by alcune attività come l’avviso per reclutare i selecontrollori, la pianificazione territoriale dei prelievi basata sui comprensori e distretti, in ultimo l’acquisto delle fascette indispensabili per punzonare il cervo.
«Ogni animale abbattuto dovrà essere fascettato – entra nel dettaglio Masciovecchio - e l’identificativo deve essere registrato dagli organi di vigilanza, compresa la Asl per effettuare il monitoraggio dell’ungulato fino al centro di raccolta o comunque fin quando il cacciatore di selezione abilitato, non lo fa suo. Comunque deve essere tracciato. Per poter far questo ad ogni cacciatore dovrà essere assegnata una fascetta numerata e nominale, non cedibile, e queste vanno acquistate e consegnate». Ma a bloccare l’inizio della caccia è stata anche la mancata predisposizione dell’avviso pubblico di selezione dei cacciatori. «Ogni Atc ha iscritto nel proprio database numerosi selecontrollori abilitati – prosegue Masciovecchio - ma non è detto che tutti vogliono aderire alla campagna di abbattimenti. Per questo si sta predisponendo un avviso con cui verrà richiesta la disponibilità». Dopo la candidatura si procederà alla verifica dei requisiti da parte delle commissioni interne. «L’ambito di caccia potrebbe procedere con l’estrazione, premiare l’anzianità oppure il numero dei censimenti a cui il singolo cacciatore ha partecipato negli ultimi cinque anni».
Per partecipare alla selezione e rispondere al bando ogni selecontrollore dovrà versare una quota. «Anche per questo, prima di procedere, si è attesa la decisione del Tar». Ogni ambito territoriale di caccia ha il suo disciplinare che tiene conto del censimento, del numero di capi da abbattere e delle classi di età.
CAPI DA ABBATTERE E ETÀ. Gli Atc in provincia dell’Aquila sono stati divisi in due comprensori (quello di Avezzano vista la vastità ricade su entrambi) e precisamente: Atc Sulmona e Atc Avezzano nel comprensorio 1 e Atc Avezzano, Atc Subequano, Atc L’Aquila e Atc Barisciano nel comprensorio 2.
I maggiori abbattimenti si prevedono ne comprensorio peligno-marsicano (276), mentre nel secondo si arriverà a 193 (vedi la tabella in alto).
Nell’Ambito Territoriale di Sulmona verranno abbattuti complessivamente 202 capi. Nell’Atc più vasto della provincia, quello di Avezzano, i capi interessati all’abbattimento selettivo saranno in totale 172, ripartiti in 14 maschi di oltre 5 anni, 14 subadulti di età compresa tra i 2 e i 4 anni, 26 giovani tra 12 e 24 mesi ed infine 26 piccoli di meno di 12 mesi.
Gli Atc dell’Aquilano interessati dalla campagna di abbattimenti sono tre: Barisciano, L’Aquila e Subequano.
Nella bassa Valle dell’Aterno verranno cacciati 2 maschi adulti, 2 subadulti, 4 giovani e infine due piccoli. Le femmine interessate saranno invece 13. L’Atc L’Aquila è quello che viene meno interessato dalla selezione infatti se ne prevedono solo 5: un subadulto, un cucciolo, una femmina adulta, una tra 12 e 24 mesi ed infine una piccola di meno di 12 mesi. Gli ungulati cacciati nel territorio dell’Atc Subequano saranno 69 e specificatamente tra i maschi 6 adulti, 6 subadulti, 11 giovani e 11 piccoli. Per quanto riguarda infine le femmine: 14 adulte, 11 subadulte e 10 cucciole.
MODALITÀ DI CACCIA. La caccia di selezione può essere svolta solo in forma individuale e senza l’uso dei cani, ad eccezione dei cani da traccia, condotti a guinzaglio dal rispettivo conduttore. L’abbattimento può essere eseguito esclusivamente con arma a canna rigata avente calibro non inferiore ai 7 millimetri.
DOPO LA CATTURA. Il cacciatore dopo l’abbattimento deve fare 3 foto: una dell'animale per intero, dove si evinca anche il sesso; una del dettaglio della zampa su cui è stato apposto il contrassegno e una della dentatura. Per ogni capo da prelevare il cacciatore deve versare all’Atc un contributo che va da un minimo di 50 euro per un cucciolo fino a 250 per un adulto. Premio massimo di 600 euro per i cacciatori residenti fuori regione. Prezzo da stabilire invece per i maschi adulti da trofeo. In caso di mancato abbattimento non sarà restituito l’acconto versato.